Meno panoramico e più nascosto: ecco l’ascensore del Castello

Un solo binario per salita e discesa, con due cabine che possono viaggiare contemporaneamente incrociandosi ad uno scambio; un percorso in trincea il meno invasivo possibile, e una cabina non necessariamente trasparente; niente strutture esterne in corten per la stazione di partenza: sono le richieste che il soprintendente di Brescia, Luca Rinaldi, avrebbe fatto a Comune e Brescia Mobilità rispetto al progetto dell’ascensore per il Castello, attorno a cui si è sviluppato un «dialogo costruttivo» in vista della predisposizione di un progetto definitivo da sottoporre agli uffici di via Calini per l’approvazione.
Il dialogo. «L’incontro è avvenuto un paio di settimane fa - conferma l’assessore ai Lavori pubblici, Valter Muchetti - e il soprintendente ha dato un suo parere favorevole di massima alla fattibilità dell’opera. In esame il progetto dello studio d’architettura Cadeo per gli Amici del Cidneo, ora in mano a Brescia Mobilità per la predisposizione di uno studio di fattibilità e un piano di sostenibilità economica.

Il progetto. Al di là delle modifiche suggerite, è confermata l’idea di un ascensore in partenza da Fossa Bagni, accanto all’uscita est del parcheggio interrato e alla fermata dei bus. Da qui, con una prima tratta nella roccia, e poi con un percorso parte in trincea e parte all’aperto, la cabina si arrampicherebbe lungo il pendio fino a raggiungere il piazzale della locomotiva nella zona nord, presso la Torre di mezzo.
Costi e tempi. Circa quattro milioni il costo preventivato, tanti quanti quelli promessi dalla Regione, che chiede però di vedere il piano finanziario prima di deliberare. «Il piano potrà essere predisposto solo con il progetto definitivo, con l’eventuale aumento dei costi in base alle modifiche - aggiunge Muchetti -. Quanto ai tempi, è presto per fare previsioni, siamo ancora in fase interlocutoria. La Regione si è sbilanciata con 4 milioni, somma che però deve essere ancora messa in bilancio e confermata nei tempi di erogazione». In un’intervista al nostro giornale, il sindaco Emilio Del Bono ha dichiarato che il Comune è intenzionato comunque a portare a termine l’operazione entro il 2023, anno in cui Brescia sarà capitale italiana della Cultura, anche ipotizzando l’accensione di un mutuo tramite Brescia Mobilità. «Su questo io non mi sbilancio - conclude Muchetti -, siamo in una fase interlocutoria ben avviata, ma solo con un piano finanziario e di interventi potremo definire con certezza i tempi».
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