Maratona di New York: «Quei 42 chilometri per me impensabili fino a due anni fa»
Se riavvolgo il nastro della mia vita di soli due anni, per nulla al mondo avrei immaginato di trovarmi in partenza per New York per partecipare alla maratona. E di farlo con un gruppo nutrito di runner, con cui sto condividendo esperienze meravigliose.
Trentotto maratoneti o aspiranti tali della Runners Capriolese, accompagnati da 30 persone. Immancabile la presenza premurosa della coach Roberta Colombi. Come ci sia arrivato? Prima uscita per caso 3 anni fa. Cinque km che mi sembravano un’infinità. Sono diventati 7 e poi 10. La corsa ti entra dentro. Diventa una sana ossessione. È una metafora perfetta dell’esistenza. È una sfida con te stesso prima che con gli altri. Ai nostri livelli c’è più collaborazione e sostegno reciproco piuttosto che competizione. Ti spinge ad ascoltarti. A metterti alla prova. Sposta l’asticella dei limiti che solo tu ti sei imposto sempre più in là.
È un esercizio fisico e mentale. Significa avere disciplina. Costanza. Determinazione. Insegna che i risultati si raggiungono solo con fatica e sacrificio. Ma quando gli obiettivi che avevi solo sognato si realizzano, la soddisfazione che si prova è indescrivibile. È pura felicità in una dimensione quasi di estasi. E allora diventano quasi naturali le sveglie alle 5 del mattino, 4 volte alla settimana per 12 settimane di preparazione. Senza concederti di saltare un allenamento. Con il gelo, la pioggia, la nebbia o il caldo. Con una vocina che appena uscito dalle coperte ti sussurra «ma chi te lo fa fare?».
Ed è la stessa voce che dopo un lungo o un fartlek (tecnica di allenamento che migliora velocità e resistenza, ndr) ti ringrazia per quella sensazione di benessere che non ti abbandona per tutta la giornata. Che ti lascia la voglia di replicare il giorno successivo. Nell’incredulità di chi ti sta vicino. Che sopporta, non sempre di buon grado, questa oggettiva stranezza poco comprensibile dal di fuori.
A pochi giorni da una favola che si sta avverando emergono sempre dubbi e anche piccoli dolori, che aumentano l’ansia di non farcela. Ma domenica il nostro gruppo si lancerà lungo il Verrazzano Bridge, raggiungendo Brooklyn, per poi correre sulla 1st Avenue e poi sulla mitica Quinta Strada a Manhattan fino a Central Park. Tra ali di folla che inciterà 55.000 temerari corridori. Un’avventura e delle emozioni che non vediamo tutti l’ora di goderci dal primo all’ultimo secondo. O meglio dal primo al 42esimo chilometro e 195 metri.
Raccontateci la vostra Maratona
Siete tra i bresciani che domenica correranno la Maratona di New York 2022? Siete tra i preziosi accompagnatori? Inviateci una vostra breve testimonianza attraverso un’email all’indirizzo gdbweb@giornaledibrescia.it o tramite WhatsApp al numero 3895424471, allegando anche foto e video dei momenti che state vivendo nella Grande Mela. Dal ritiro dei pettorali alla partenza di domenica, fino all’arrivo a Central Park.
Sarà un modo per condividere attesa, emozioni ed entusiasmo con tutti i bresciani, compresi quelli che sognano di essere un giorno a loro volta tra i maratoneti a New York. Pubblicheremo il vostro racconto qui sul nostro sito.
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