La crisi c’è. E si trascina da anni in un crescendo di disaffezione verso la professione storica di «medico della mutua» che, nel tempo, con il progressivo cambio di nome, ha modificato anche ruoli, strumenti, organizzazioni e missioni. In molti hanno deciso di appendere in anticipo il camice al chiodo per non essere ulteriormente ostaggio di una burocrazia soffocante e di una crescente contrapposizione tra cure erogate negli ospedali e quelle di competenza territoriale. I neolaureati mostrano un rinnovato interesse, anche se sono vuote 20 delle 75 «sedie» del primo anno del corso di formazione specifica di Medicina generale gestito da Ats Brescia.
Negli ambulatori dell’intera provincia, invece, ci sono 109 sedie in attesa del titolare, sulle quali oggi si siedono supplenti incaricati dall’Agenzia di tutela della Salute. Per reclutare camici bianchi da inserire in graduatoria, mercoledì 15 giugno Regione Lombardia riapre i termini del bando, che scadrà il 15 luglio, per presentare candidature e curricola che verranno esaminate dalle Agenzie di tutela della Salute. Per la prima volta possono partecipare anche i non residenti.


