Loggia 2023, Lupi: a Rolfi l’eredità dei moderati della tradizione bresciana

Non è un tassello da riempire né un contrappeso verso il centro - lo ribadisce a più riprese Fabio Rolfi - ma piuttosto l’eredità di una tradizione di ispirazione moderata «che in passato ha consentito di fare scelte importanti di lungo periodo. La città negli ultimi tempi ha invece perso la sua vocazione a svilupparsi». A fare tappa in corso Magenta a sostegno del candidato sindaco di centrodestra è stavolta la truppa parlamentare di «Noi Moderati», formata dall’ex ministro Maurizio Lupi e dal segretario di presidenza della Camera Alessandro Colucci.
Il motivo dell’arrivo, per sponsorizzare il sostegno di «Moderati per Rolfi» è tracciato dall’ex presidente della Provincia Alberto Cavalli: «È una lista civica ma non senza anima, anzi, una lista che vuole far luce sull’anima popolare e riformista che ha governato a Brescia negli anni migliori, quella incarnata da Bruno Boni».
Aggregazione
Rolfi prende subito la palla al balzo e insiste nello stesso solco parlando degli «oratori, che devono tornare ad essere centri di aggregazione e di crescita: da tempo sono spariti dai radar e noi vogliamo rilanciarli con un patto educativo che coinvolga il Comune». E a Colucci (eletto in Parlamento nel collegio di Palazzolo sull’Oglio ed ex collega di Rolfi in Regione) spetta tessere le lodi del candidato sindaco bresciano: «Ha svolto il ruolo di assessore con grande autorevolezza e incisività su uno dei settori più importanti per la Lombardia. Ha dimostrato di essere concreto e non abbiamo mai avuto dubbi sul suo nome».
Ad ampliare lo spettro di riflessione è invece il numero uno di «Noi con l’Italia», Maurizio Lupi, che anticipa l’atteso arrivo della triplice leadership (Meloni, Salvini, Tajani) del 12 maggio: «Se siamo tutti qui a Brescia vuol dire che questa partita ha una certa rilevanza. Nella Lombardia governata del centrodestra, Brescia deve rappresentare un segnale di cambiamento e di discontinuità, perché la scelta fatta dal nuovo Pd coincide con una scelta che non appartiene alla storia culturale di questa città e della sua tradizione fondamentale di escludere il radicalismo (il riferimento è al mondo di centrosinistra che appoggia la candidatura di Laura Castelletti, ndr)».
«Ascoltare»
Il centrodestra guarda a Brescia con attenzione, insomma, e lo confermano i parlamentari centristi parlando di laboratorio in chiave futura e nazionale. «Non nascondo che in prospettiva questa esperienza del centrodestra a Brescia possa essere da esempio per la politica nazionale - spiega Colucci -. Oggi la città ha bisogno di uno stretto rapporto col governo regionale e nazionale, che può coincidere con la visione che avrà Rolfi da sindaco».
Gli fa eco Lupi: «Può essere un asse per il futuro, anche perché oggi nelle giunte di centrosinistra manca la capacità di costruirlo». Prima però bisogna vincere. E convincere gli indecisi, che sono tanti anche nel diffuso tessuto sociale moderato della città. Per farlo, Lupi consiglia a Rolfi di «parlare di sé e della propria storia, ma anche di ascoltare. Questo può fare la differenza nell’elettorato moderato».
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