Di solito si parla di «campi» per le grandi ascese alle vette che solleticano i cieli. Nel dramma che vede coinvolto uno speleologo tedesco in Baviera, invece, sono le tappe per tornare a vedere la luce dalle viscere della terra. Nelle complicatissime operazioni di salvataggio, coordinate dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), c’è anche un gruppo di bresciani. Tra loro, anche il medico Corrado Camerini, specializzato nel soccorso sanitario speleologico.
Nella grotta Riesending-Schachthöhle le operazioni sono complicate. Alle 6 di questo lunedì la barella con lo speleologo ha raggiunto il campo 3 a quota -720 metri. Ci sono volute 8 ore per trasferire dal campo 4 al campo 3 la barella. La sosta imposta nella giornata di ieri dal medico del Cnsas al campo 4 (a -900 metri) ha permesso al ferito di riposare e ai sanitari di effettuare i monitoraggi di routine all’interno di una speciale tendina.
La barella ha ripreso nella notte la sua lunga marcia verso l’uscita e, dopo aver superato una serie di pozzi, strettoie e meandri, è giunta al campo 3.


