Litigare con il navigatore

Il difficile rapporto con la tecnologia
Il navigatore sa mettere a dura prova la pazienza degli automobilisti
Il navigatore sa mettere a dura prova la pazienza degli automobilisti
AA

Appena possibile fare inversione di marcia. Non è possibile. Appena possibile fare inversione di marcia. Ti ho detto che non è possibile, altrimenti l’avrei fatta. Appena possibile fare inversione di marcia. Ancora, allora guida tu e falla sta inversione di marcia. Non so voi, ma io odio il navigatore dell’auto.

Quelli che li programmano devono essere dei sadici, perché tra tutte le strade possibili lui deve sempre portarti su quella più improbabile, su quella non asfaltata, senza lampioni. La più breve ti dice, peccato che ti ritrovi a essere l’unico che la sta percorrendo, quindi sarà anche la più breve, ma sicuramente non la più intelligente. Il tono perentorio del navigatore mi innervosisce. Soprattutto quando ti dà disposizioni in contrasto con la realtà.

E allora io ci litigo, direte voi: è inutile. Lo so, ma mi rasserena. È un non dialogo tra sordi. Alla rotonda prendere la settima uscita a destra. Questa è l’indicazione che più odio. Sbaglio sempre a contare quelle maledette uscite dalle rotonde. E allora rifaccio il percorso, con quello che continua a dire prendere a destra. Ma dove?!

Comunque parlare con il navigatore aiuta a non sentirsi soli durante i viaggi. Personalmente ringrazio e saluto anche la voce automatica al casello autostradale. Mi capita pure con i vocalini (che, per inciso, odio profondamente), li ascolto e intanto rispondo alle sollecitazioni della controparte. Ovviamente quella non lo saprà mai, perché il più delle volte non mando un riscontro, avendo del resto già risposto a voce all’orrida registrazione. Il mio rapporto con la tecnologia si fa sempre più complicato. Sarà sicuramente colpa del caldo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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