Le sponde del Mella come una discarica: in 300 metri raccolta mezza tonnellata di rifiuti

L’impegno dei volontari di Legambiente prosegue anche dopo «Puliamo il mondo»: «Vogliamo coinvolgere sempre più persone»
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COME UNA DISCARICA
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Una mobilitazione collettiva che in trent’anni ha coinvolto migliaia di persone, arrivando a 400mila in tutta Italia solo lo scorso anno. E i numeri di «Puliamo il mondo», promosso da Legambiente, sono ancora in crescita.

L’edizione di quest’anno era spalmata su tre giornate (22, 23, 24 settembre), ma per questioni meteo e di organizzazione con le scuole, alcuni circoli hanno posticipato l’appuntamento con guanti, pinze e sacchi per raccogliere i rifiuti abbandonati nei parchi, lungo i sentieri, o sulle rive dei fiumi. Nella nostra provincia si parla di un movimento di almeno cinquemila persone, diffuse su tutto il territorio.

L’intervento

«A Brescia sabato pomeriggio abbiamo pulito trecento metri di sponda del fiume Mella - spiega Danilo Scaramella, presidente del circolo cittadino dell’associazione -. Eravamo in una trentina insieme ai ragazzi di Surfonstreet con i quali abbiamo condiviso l’iniziativa. Abbiamo avuto modo di conoscerci e di pensare ad una collaborazione in futuro». Insieme hanno dato vita ad un gruppo di persone determinate e convinte che in due ore è riuscito a raccogliere lungo 300 metri di sponda, nelle vicinanze del ponte di via Risorgimento e dietro le Poste di via don Vender, circa 500kg di rifiuti. Di ogni genere.

I volontari di Legambiente - © www.giornaledibrescia.it
I volontari di Legambiente - © www.giornaledibrescia.it

«Abbiamo recuperato la carcassa di una bicicletta, armadietti, un vecchio videoregistratore e una macchinetta elettrica del caffè. E ancora tantissime bottiglie di birra di vetro, lattine e moltissima plastica, destinata a finire in acqua e quindi a raggiungere il mare, facendo un danno incredibile a tutto l’ecosistema».

I trenta volontari nel raccogliere quanto incivilmente abbandonato hanno differenziato i vari materiali, per poi conferirli in modo corretto ad Aprica che si è occupata del prelievo e del loro smaltimento.

Scuole

Da Scaramella, che si dice soddisfatto del risultato, arriva anche un invito: «Ci piacerebbe ripetere l’iniziativa con qualche scuola perché riteniamo educativo, da un punto di vista civico ed ecologico, che questa attività coinvolga i più giovani. Contattateci».

Negli ultimi anni a causa del Covid i rapporti tra Legambiente e gli istituti scolastici si sono un po’ raffreddati, ma non mancano i circoli che promuovono iniziative con alunni e studenti durante tutto l’anno, e non solo in questi giorni di settembre. «La settimana scorsa abbiamo dovuto rinviare le nostre iniziative a causa del brutto tempo - afferma Dario Balotta, responsabile di Legambiente per il Basso Sebino -. Le faremo tra due settimane sulla sponda bergamasca a Sarnico e Predore. Stiamo programmando la pulizia della spiaggia di Pilzone, anche perché Puliamo il mondo c’è e deve esserci sempre, tutti i giorni».

Futuro

È convinzione degli ambientalisti che una giornata all’anno non basti, ma che debba crescere sempre la consapevolezza che l’ambiente non va sporcato, che «non è la nostra pattumiera».

In trent’anni la sensibilità in materia di tutela dell’ambiente è comunque cresciuta. «Trent’anni non sono passati invano - aggiunge Scaramella -. C’è più rispetto per l’ambiente, anche in montagna. Come membro del Coda, gruppo che si occupa della manutenzione dei sentieri sulle colline attorno alla città, ho potuto riscontrare che si trovano pochi rifiuti abbandonati, anche se sono percorsi molto battuti e frequentati».

Sul tema rifiuti Danilo Scaramella anticipa due aspetti: «Presto pubblicheremo i dati della nostra ricerca sull’ecosistema urbano a livello nazionale. Purtroppo emerge che a Brescia la raccolta differenziata è calata di qualche punto percentuale, è passata dal 71 al 68%. In un Comune come Gussago, dove si fa il porta a porta per tutto, la differenziata è al 78%». Un dato positivo nel report c’é : «È calata anche la quantità di rifiuti prodotti pro capite». Forse grazie alle campagne che puntano a incrementare il riciclo e il riuso di oggetti, abiti e dispositivi elettronici.

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