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Brescia e Hinterland

LE TESTIMONIANZE

Le coop: «Impossibile accogliere i migranti a meno di 35 euro»


Brescia e Hinterland
10 lug 2018, 18:25

I rappresentanti con il presidente Marco Menni - © www.giornaledibrescia.it

Cinque cooperative del territorio in rappresentanza di un intero sistema del terzo settore. È stato un incontro pieno di contenuti e di significato quello organizzato da Confcooperative nella sede di via XX settembre per presentare il contributo del mondo della cooperazione alla gestione del fenomeno migratorio a Brescia.

Quasi in risposta alle recenti polemiche che negli ultimi mesi si sono abbattute contro le realtà impegnate nella gestione dell’ospitalità ai migranti, il presidente di Confcooperative Brescia Marco Menni ha voluto informare delle iniziative in atto e portare le testimonianze di chi ogni giorno lavora sul territorio.

Come la onlus Il Mosaico, la più antica realtà che dal 1991 si è occupata di gestire l’emergenza profughi in Albania e in Nord Africa, oltre all’ufficio stranieri a Lumezzane. Oggi la Onlus ha in carico lo Sprar della Valtrompia con 118 ospiti totali. La responsabile Vincenza Bassini difende la contestata cifra di 35 euro per ogni migrante ospitato: «Come hanno già fatto gli altri miei colleghi, ribadisco che si tratta di una cifra già ridotta al minimo, considerati gli alti costi. Inoltre non viene mai considerato l’impatto che riusciamo a dare sul territorio. Grazie a questa gestione sono state assunte 21 persone».

Sulla stessa linea Fausto Conter, General & Project manager di «Un sole per tutti» che gestisce l’ospitalità di 500 richiedenti asilo in 16 strutture: «Noi facciamo anche opera di informazione e sensibilizzazione sul luogo di destinazione e sul percorso pieno di pericoli e di inganni che i migranti devono affrontare. Abbiamo perciò organizzato corsi in Guinea e in Gambia».

A rappresentare la cooperativa Comunità Fraternità è Ilaria Merlo, che ha voluto raccontare l’impegno della onlus nella gestione dell’accoglienza di 66 richiedenti in 4 diversi comuni, così come Tempo Libero, rappresentata da Luca Rigamonti, che accoglie 34 persone in 9 strutture a Brescia e in altri 5 comuni; Clarabella, a cui è spettato l’onere di concludere il ciclo di testimonianze, ospita 47 richiedenti in 10 appartamenti sparsi in 7 comuni.

D’altronde, è un sistema imponente quello organizzato a Brescia per gestire l’accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio. Secondo i dati del giugno 2018 diffusi dalla Prefettura di Brescia, sono circa 200 le strutture, sparse in tutta la provincia, che ospitano 2.300 richiedenti asilo inseriti nel sistema di accoglienza Cas. Solo 600 sono ospitati a Brescia, gli altri 1.700 sono sparsi tra Valcamonica, Valtrompia, Valsabbia, Garda e Bassa.

Sono invece inseriti nel sistema Sprar 420 stranieri destinatari di forme di protezione umanitarie e di asilo politico; anche in questo caso, una quota di 75 migranti sono ospitati in città. I principali Paesi di provenienza degli immigrati presenti nel Bresciano sono Mali, Pakistan, Nigeria, Costa D’Avorio, Senegal e Bangladesh.

 

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