Brescia e Hinterland

L’Arma dei carabinieri mette sotto indagine la caserma di Chiari

Dopo gli arresti, al vaglio i comportamenti dei militari emersi dall’inchiesta Scarface
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

La caserma di Chiari - Foto © www.giornaledibrescia.it
La caserma di Chiari - Foto © www.giornaledibrescia.it

C’è l’inchiesta penale che sta procedendo dopo i 14 arresti, anche per associazione di stampo mafioso, di una settimana fa e i tanti silenzi nel corso dei primi interrogatori. E poi c’è l’indagine interna all’Arma dei carabinieri che porterà a dei provvedimenti disciplinari. E a trasferimenti di uomini in divisa. Accertamenti negli accertamenti dell’inchiesta Scarface, condotta dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, che ha portato alla luce da una parte il presunto riciclaggio di denaro sporco attraverso il gioco del Lotto, e dall’altra i rapporti tra pubblici ufficiali e l’imprenditore con residenza ad Erbusco Francesco Mura proprietario di televisioni nel Cremonese, considerato vicino alla Ndrangheta e «a esponenti di spicco della ’ndrina Barbaro-Papalia».

Di biglietti offerti a pubblici ufficiali, in alcuni casi in cambio di favori, da Mura per le partire della Juventus e per la tappa milanese del tour della cantante Beyoncé, ne abbiamo scritto nei giorni scorsi. Ora l’attenzione si sposta sulla Caserma di Chiari, messa sotto la lente di ingrandimento dai vertici dell’Arma. Un carabiniere e l’ex comandante della Stradale di Chiari, entrambi accusati di corruzione, sono stati raggiunti dalla misura interdittiva della sospensione dell'esercizio di funzione di pubblico ufficiale emessa dal gip del tribunale di Brescia, ma ci sono militari non perseguibili penalmente, ma giudicabili sotto il profilo disciplinare. «La caserma era frequenta da Mura con inconsueta e anomala frequenza che certamente stride con al sua pregressa situazione penale per una sentenza definitiva di condanna per traffico di droga» si legge nelle 2082 pagine di informativa firmata dai carabinieri e che rappresenta la base dell’inchiesta e la ricostruzione alla quale si è affidato il magistrato per chiedere e ottenere gli arresti. Mura in caserma a Chiari era di fatto di casa, tanto da pranzare in mensa, da entrare e uscire con facilità accompagnando ufficiali e sottufficiali. «Trattenendosi anche per ore all’interno degli uffici» si legge agli atti dell’inchiesta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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