Come ogni anno è arrivato il meritato riposo, concluse le ultime potature (nel caso specifico nei confronti delle ortensie e dell’oleandro) le attività di giardinaggio e orticoltura chiudono il ciclo annuale. E io con loro. Per le persone sagge è quindi il momento dei bilanci, delle valutazioni, dell’analisi dei risultati positivi e delle sconfitte, di quelle riflessioni introspettive che aiutano a crescere, a diventare persone migliori. Ecco, tutto questo fanno le persone sagge, io ho deciso che lo diventerò tra qualche decennio. Non mi sento pronto alla saggezza.
Del resto ho appreso con profondo dolore di quel giudice che ha deciso di revocare la paghetta a un giovanissimo 32enne di Caltanisetta, per non parlare di quel 42enne londinese che invece ha portato lui i genitori in tribunale, colpevoli di avergli dimezzatto l’assegnetto mensile. Sono cose brutte, che non si fanno. Anche perché questi sono tempi difficili, per emergere servono grandi capacità, ma anche fortuna. Il posto fisso, la carriera, la pensione con le ore da dedicare a osservare i cantieri non sono più certezze per nessuno. Servono creatività, fantasia, financo corraggio di andare controcorrente.




