La storia di Silvana, parrucchiera all’Arena di Verona: «Dieci anni magici tra le star»

Ricordi speciali per la donna di Rezzato: «Zeffirelli mi regalò un quadro, Bolle voleva che lo pettinassi io»
Silvana Baldo con il quadro ricevuto in regalo da Franco Zeffirelli - © www.giornaledibrescia.it
Silvana Baldo con il quadro ricevuto in regalo da Franco Zeffirelli - © www.giornaledibrescia.it
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Per oltre dieci anni parrucchiera e truccatrice in uno dei più famosi anfiteatri del mondo, l’Arena di Verona. È la magica esperienza vissuta dalla rezzatese Silvana Baldo. Nella sua casa la signora Silvana, oggi in pensione, ripercorre quegli anni ricchi di soddisfazioni personali.

Ne esce un racconto fatto di ricordi di incontri, mentre mostra le tante fotografie con dedica degli artisti che si sono affidati alle sue cure di bellezza, e insieme di un dietro le quinte a dir poco frenetico. «La perfezione delle opere messe in scena - spiega Silvana - è frutto di lunghe ore di lavoro vissute in un’atmosfera di forte pressione. L’Arena è un calderone infinito, quando si iniziava a lavorare era come se entrassimo in un vortice, dove tutto doveva essere fatto in pochissimi minuti... tra l’altro i camerini posti dietro il grande palco erano talmente angusti che lasciavano appena la possibilità di muoversi».

In occasione della «Butterfly», per esempio, in due minuti d’orologio, l’artista di turno doveva cambiarsi sia gli abiti sia la parrucca per un’altra scena.

Gli incontri

«Ho pettinato i più grandi artisti al mondo - continua Silvana -, mi ricordo un Placido Domingo estremamente gentile con tutte noi e rispettoso del nostro lavoro, Vittorio Grigolo, la nostra compianta Daniela Dessì. Che dire poi del grande regista Franco Zeffirelli...».

Il quale le regalò un quadro che rappresenta la scenografia della Butterfly con tanto di dedica, che lei ha fatto incorniciare. Un altro grande personaggio che Silvana ha avuto occasione d’incontrare è Roberto Bolle: «Grande umanità e umiltà, lui non me lo chiedeva mai per rispetto, ma io sapevo che amava farsi tagliare i capelli da me, perciò conoscendo la sua riservatezza glielo proponevo io. Mentre Carla Fracci non era esattamente la donna dolce e lieve che tutti hanno conosciuto».

All’Arena Silvana, che a quel tempo aveva un negozio di parrucchiera, ci è arrivata per caso, ma è stata passione a prima vista, anche se molto impegnativa. Infatti fino alle 19 stava nel suo negozio e poi via all’Arena, fino alle due di notte per tutta l’estate, dal primo giugno al 30 agosto. Dopo la rappresentazione, infatti, tutto doveva essere messo in ordine, abiti parrucche e accessori di ogni tipo sono catalogati e vanno riposti con grande previsione. «Altrimenti dovevamo cercarlo fino a quando non lo ritrovavamo...»

Vezzi e debolezze degli artisti? «Non mancavano invidie che mi venivano confidate, e io ascoltavo ma non appena mi chiudevo la porta alle spalle dimenticavo tutto. Ora sono piacevoli ricordi senza rimpianti, per un lavoro che mi ha regalato davvero tanta magia».

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