«Libri per tutti». Nessuna scritta potrebbe essere più democratica. E a questa «democrazia editoriale» si appella Marco Serra, titolare della libreria Tarantola in città, che ha deciso di vendere il libro «Il mondo al contrario» del generale Vannacci nonostante le possibili (forti) critiche.
«Fare il librario vuol dire vendere libri - spiega Serra -, non idee, non problemi e nemmeno progetti. In vetrina c’è la scritta "libri per tutti", quindi sono libero di vendere tutti i libri che voglio: sono anche l’unico a Brescia ad avere tutte la casa editrice di Rifondazione comunista». Il libro in questione è inevitabilmente al centro di un dibattito nazionale perché i temi trattati - l’identità di genere, l’ambientalismo, la famiglia e la crisi energetica - sono delicati e, spesso, divisivi.
Una decisione che va al di là della questione economica, visto che il libraio di via Fratelli Porcellaga non guadagna nulla dalle vendite del libro. «Ho venduto cento copie del libro e non ho guadagnato un euro, però ai miei dipendenti ho detto che il volume deve stare per forza in vetrina. Io da Amazon compro tanti libri, perché ormai è un editore a tutti gli effetti. Non guadagnerò da queste vendite come non ho guadagnato da altri duecento titoli: spesso compro a nome mio e quindi non ho nemmeno lo sconto del 35% riservato alle librerie».
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