La fàcia, el cà de càcia e il lato B del David

So che non è un pensiero tra i più elevati - e ve ne chiedo scusa -, ma confesso che quando vedo passare un bracco inevitabilmente e involontariamente mi torna in mente quella formula da scuole medie nella quale per offendere qualcuno si diceva che la sua fàcia era come il lato B di un cà de càcia. Formula non elegantissima ma efficace.
Costruita su quell’antica figura retorica che gli studiosi chiamano «chiasmo» e che consiste (come in una immaginaria X o in uno schema ABBA) nel far specchiare due coppie di termini ribaltandone gli estremi. Ad esempio, è un chiasmo il verso dantesco «Ovidio è ’l terzo, e l’ultimo Lucano» (Inferno, canto IV). Ed è un chiasmo l’adagio bresciano «pötòst de niènt, l’è mèi pötòst».
Nella formula da scuole medie i quattro elementi erano composti secondo il seguente schema: fàcia, cül, cà, càcia. Senza uno di questi elementi, il chiasmo non regge. La figura del chiasmo è usata anche nella scultura classica. Il David di Michelangelo ne è espressione: se guardato da dietro, alla gamba destra in tensione corrisponde la tensione del braccio sinistro, e alla gamba sinistra rilassata corrisponde la rilassatezza del braccio destro. Tutto questo non sarà apprezzabile per chi visita il padiglione italiano dell’Expo a Dubai, perché la copia a misura naturale del capolavoro è inserita in una struttura che ne rende visibili il volto e i piedi ma ne nascondende le nudità (avrebbero offeso la sensibilità emiratina). Ma senza lato B il chiasmo non regge, è un Michelangelo dimezzato.
Insomma: abbiamo el cül di aver avuto un Rinascimento, ma non abbiamo la fàcia per portarlo in giro con orgoglio.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
