So che non è un pensiero tra i più elevati - e ve ne chiedo scusa -, ma confesso che quando vedo passare un bracco inevitabilmente e involontariamente mi torna in mente quella formula da scuole medie nella quale per offendere qualcuno si diceva che la sua fàcia era come il lato B di un cà de càcia. Formula non elegantissima ma efficace.
Costruita su quell’antica figura retorica che gli studiosi chiamano «chiasmo» e che consiste (come in una immaginaria X o in uno schema ABBA) nel far specchiare due coppie di termini ribaltandone gli estremi. Ad esempio, è un chiasmo il verso dantesco «Ovidio è ’l terzo, e l’ultimo Lucano» (Inferno, canto IV). Ed è un chiasmo l’adagio bresciano «pötòst de niènt, l’è mèi pötòst».



