Mentre gli organizzatori dei tornei estivi restano alla finestra e sperano, le società calcistiche sono alle prese con il caro-bollette (per la maggior parte dei club al momento solo presunto, ma l’attesa è snervante); la federazione e le leghe stanno cercando le adeguate contromosse, ma brancolano ancora nel buio; gli atleti ed i tifosi restano in attesa di capire quanto e come l’emergenza energetica potrebbe cambiare (cambierà?) abitudini che parevano oramai consolidate.
I fatti
Il punto di partenza è ben noto a tutti: la guerra tra Russia e Ucraina ha portato ad un innalzamento dei costi sia dell’energia elettrica sia del gas e, di conseguenza, del riscaldamento. Il che vuol dire per le società calcistiche un aumento dei costi per l’illuminazione dei campi e per riscaladare gli spogliatoi e l’acqua per la doccia dopo gli allenamenti e le partite. Il Governo ha già preso alcuni provvedimenti ed anche l’Esecutivo che a breve lo sostituirà dovrà entrare a piedi pari, e cum grano salis, nella questione.




