Brescia e Hinterland

«Io, orfano del Rwanda, canto per i bimbi in guerra in Ucraina»

A scrivere la canzone e a cantarla è Cyprien Camporeale di Bovezzo che della guerra ha il ricorso sfuocato di un bimbo nei primi anni di vita
Cyprien Camporeale - © www.giornaledibrescia.it
Cyprien Camporeale - © www.giornaledibrescia.it

Una canzone contro la guerra in Ucraina, pensando ai bambini che stanno vivendo un’esperienza terribile. A scriverla e a cantarla è Cyprien Camporeale che della guerra ha il ricorso sfuocato di un bimbo nei primi anni di vita. Eppure quella guerra, combattuta tra Rwanda e Burundi all’inizio degli anni ’90, lo ha lasciato orfano di entrambi i genitori. La madre morta d’inedia, il padre combattendo. Questo lo sa, lo ricorda, è motivo di sofferenza e di ricerca. «...ho tanta rabbia che mi motiva» canta nella sua «Gloria all’Ucraina».

La musica come sfogo

Il video è accompagnato da tre emoticon: mani giunte, bandiera dell’Ucraina e un simbolo di forza, incoraggiamento a resistere contro l’invasione russa. «Ho sempre amato scrivere, anche quando ero piccolo. E cantare - racconta -. Ho sempre scritto poesie e monologhi ma durante il lockdown ho avuto tempo per potermi sperimentare anche con musica e canzoni. Erano diventate una sorta di sfogo per una situazione difficile che ci costringeva ad una vita che non era la nostra».

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No war freestyle 🙏🏿🇺🇦 Слава Україні #nowar#prayforukraine

A due anni l'arrivo in Italia

Cyprien è arrivato in Italia, a Castenedolo, il 14 aprile 1994 insieme ad altri venti orfani provenienti dall’orfanotrofio di Rilima in Rwanda, eretto nel 1988, su richiesta del vescovo di Kigali, dall’associazione Museke - che in lingua Kirundi significa sorriso, aurora - fondata nel 1969 dalla bresciana Enrica Lombardi e dal fratello don Roberto. Aveva due anni e mezzo. Un anno dopo è stato adottato da una famiglia di Bovezzo, dove è cresciuto insieme ai fratelli Giorgia e Simone.

Giorni sospesi

Ora ha un lavoro ed una sua autonomia e riempie gli spazi liberi con la musica e le canzoni. In questi giorni sospesi, con la guerra alle porte di casa, insieme ad altri amici Cyprien si sta dando da fare per raccogliere coperte e medicinali da inviare in Ucraina. «Ci stiamo mobilitando tutti per cercare di capire di cosa ci sia effettivamente bisogno» conclude. Nel contempo, molti pensieri per la popolazione ucraina e per i bambini. Cyprien: «Loro hanno una vita davanti e non è giusto, ammesso che vi sia una guerra giusta, che debbano soffrire e rischiare anche di morire per scelte incomprensibili di persone alle quali non importa degli esseri umani». E canta: «...voglio parlare di quello che vivo, sarò me stesso finché son vivo, metto da parte il mio essere schivo/la vita ti porta davanti ad un bivio...».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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