Brescia e Hinterland

Integralismo, botte e nozze obbligate: condanna e espulsione

Un 35enne pakistano aveva costretto con la violenza una dipendente 32enne a sposarlo
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Una ragazza pakistana cammina per strada - © www.giornaledibrescia.it
Una ragazza pakistana cammina per strada - © www.giornaledibrescia.it

Era terrorizzata. Tanto da ad accettare sotto minaccia addirittura di sposare l’uomo, che da datore di lavoro si era trasformato in fidanzato e che la picchiava, umiliava e insultava. E che ieri nel processo di appello, dopo la condanna in primo grado a tre anni e quattro mesi per stalking, maltrattamenti e sequestro di persona, ha patteggiato una pena di due anni, dieci mesi e venti giorni.

Si tratta di un 35enne pakistano che si trova agli arresti domiciliari dall’8 agosto 2020 e per il quale il giudice ha disposto l’espulsione dall’Italia una volta scontata la pena. «Una vicenda che si è sviluppata in un ambiente sociale e familiare della persona offesa e dell’imputato, contrassegnato da integralismo religioso di matrice musulmana e forte adesione ai valori tradizionali pakistani» scrisse il giudice nella prima sentenza per inquadrare una storia che ha in una data il suo momento più nero.

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