Brescia e Hinterland

Infarto al supermercato: salvato da clienti e commessi

L’80enne ora sta meglio il medico del 118: «Chi sa cosa fare si deve muovere immediatamente»
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Soccorsi
Soccorsi

Era in coda alla cassa del supermercato. E si è accasciato a terra. Due giorni dopo è ricoverato in ospedale per una serie di accertamenti, ma non è in imminente pericolo di vita e lo deve essenzialmente alle persone che aveva attorno in quel momento, persone che gli hanno salvato la vita. Tra il malore e il ricovero, infatti ci sono stati una serie di interventi, preziosissimi, che hanno poi permesso ai professionisti del soccorso di poter fare il resto.

Lo spiega nel dettaglio la dottoressa Paola Bera, responsabile medico della base elisoccorso di Brescia e quel giorno in servizio sull’automedica: «Chi sa cosa fare lo deve fare immediatamente, gli altri devono rendersi utili come possono. Solo così si può fare la differenza e salvare una vita».

Al centro, suo malgrado, della vicenda un uomo di 80 anni che abita nella zona nord della città e che, martedì mattina, stava facendo la spesa al supermercato Esselunga di via Triumplina. Mentre era in coda alle casse è stato colpito da un infarto e si è accasciato a terra.

Immediatamente il personale del supermercato è intervenuto e anche un infermiere che stava facendo la spesa si è messo all’opera. Mentre il professionista iniziava le manovre salvavita di compressione del torace, gli addetti hanno preso il defibrillatore dall’apposita teca, allertato i soccorsi e predisposto una catena di persone dalla strada alla cassa teatro del malore per indirizzare velocemente medici e infermieri inviati dalla centrale operativa. «Ciascuno ha fatto quello che sapeva e quello che poteva, ognuno nel suo ruolo e per le sue competenze - chiarisce la dottoressa Bera - quando con la mia squadra sono arrivata sul posto il paziente era già stato defibrillato alcune volte, noi abbiamo completato le manovre e lo abbiamo trasferito in ospedale dove solo poche ore dopo è stato estubato e svegliato».

Quello di martedì mattina è un episodio che può essere da spunto per tutti perché un attacco cardiaco improvviso può capitare dovunque: «La cosa fondamentale è iniziare immediatamente le compressioni del torace, con decisione e senza paura. Ventilare è un passo successivo, quello che davvero può fare la differenza tra avere o non avere una speranza». Quella di martedì è stata una vicenda a lieto fine che, per i professionisti del soccorso, serve a ribadire un concetto fondamentale: «Quando contano i secondi chiunque può aiutare».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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