In gita sulla neve senza smartphone: «Una bella esperienza»
Un adolescente controlla lo smartphone tra le 75 e le 110 volte al giorno; la maggior parte di loro non riesce a stare senza connessione dato che ormai la musica si ascolta in streaming e si interagisce sui social.
Ecco che alla media Carducci di viale Piave, in città, gli alunni di terza sono stati portati per tre giorni sulla neve del Maniva per imparare sì a sciare, ma anche a socializzare: banditi i telefoni, i tablet, videogiochi o la musica in cuffia. Da casa si potevano portare solo giochi in scatola.
E anche i genitori ne sono stati entusiasti. Ansia da separazione? Nemmeno a parlarne, i docenti infatti mandavano messaggi e foto ai rappresentanti di classe che poi si occupavano di girarli agli altri genitori sulla chat di Whatsapp (quando è usata bene è utile, sì!).
Tra gli obiettivi della gita «vecchio stile» anche l'inclusione, infatti si è fatto di tutto per portare chiunque in gita, diversamente abili e chi ha meno possibilità economiche compresi.
Oltre allo sport, in Maniva, i ragazzini hanno potuto anche incontrare Roberto Ghidoni e partecipare ad una lezione con il Soccorso alpino, assistere ad esibizioni di danza e vedere film insieme, senza essere disturbati da squilli o distratti da messaggi in arrivo. Un'esperienza che ricorderanno.
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