In Consiglio comunale tensioni sulle strategie per il Rigamonti

Stadio e urbanistica. Due temi «ingombranti» hanno occupato la prima mattinata dell’ultimo Consiglio comunale dell’anno, in attesa del grande dibattito che si svilupperà per tutta la giornata di oggi attorno al Bilancio di previsione relativo al prossimo triennio.
Il futuro del Rigamonti ha portato in aula anche alcuni membri del gruppo Ultras 1911, interessati dall’interrogazione presentata dai consiglieri di centrodestra.
«Non si può apprendere da Facebook che il Brescia Calcio ha espresso interesse per l’acquisto dello stadio e che l’Amministrazione ha provveduto all’avvio di una perizia - apre Fabio Rolfi -. Avremmo apprezzato un’informativa, ma al di là di questo è importante capire cosa volete fare, volete vendere il Rigamonti? E quando?».
Caso Rigamonti
Domande chiare, alle quali ha replicato in maniera altrettanto chiara per «sgomberare il campo da possibili equivoci» Federico Manzoni in qualità di assessore al Patrimonio: «Abbiamo ricevuto una richiesta dal Brescia Calcio il 16 ottobre sotto forma di manifestazione di interesse per l’acquisizione dell’impianto - spiega Manzoni -. In seguito la sindaca ha risposto garantendo che la nota è stata inoltrata all’ufficio competente».
L’istruttoria segue poi un iter che prevede un passaggio obbligatorio, quello della perizia, importante per capire il valore della struttura: è stata individuata la società Praxi Spa di Torino che consegnerà la valutazione entro il 31 gennaio. «Sulla base di questa vedremo se inserire il Rigamonti nel Piano delle alienazioni immobiliari», conclude Manzoni.
Una risposta che non convince Fabio Rolfi, sicuro che l’Amministrazione abbia già deciso di vendere lo stadio: «Spero che non sia così, anche perché il proprietario del Brescia Calcio ha già espresso più volte il desiderio di vendere la società - puntualizza il leader del centrodestra in Loggia -. E poi si dovevano informare prima la cittadinanza e i tifosi». Passaggio questo applaudito dai pochi componenti del gruppo Brescia 1911, rassicurati fuori dall’Aula dalla sindaca Laura Castelletti, che ha sottolineato la volontà di mettere al corrente la tifoseria nel caso ci fossero sviluppi sulla questione.
Urbanistica
Dalla minoranza è arrivata poi la richiesta di chiarimenti in merito al recupero della Caserma Papa, destinata a diventare la casa di Motorizzazione civile, Agenzie delle dogane e Guardia di Finanza: «Un progetto parzialmente sbagliato» secondo la minoranza. Per l’opposizione l’operazione aumenterà sensibilmente il traffico, parere smentito dall’assessora alla Rigenerazione urbana Michela Tiboni: «Abbiamo commissionato uno studio sul traffico generato e il Settore mobilità non ha evidenziano particolari criticità. Inoltre un aspetto che è stato valutato molto attentamente riguarda la gestione degli importanti flussi di mezzi pesanti».
È stato poi approvata la variante al Piano di governo del territorio relativo alle aree su cui sorge l’ex Ospedale Sant’Orsola. «Credo che sia una buona convenzione. Fotografa bene la necessità di riqualificare una porzione della nostra città» sottolinea Andrea Curcio del Partito democratico, mentre per il capogruppo di Azione Francesco Tomasini porterà a «importantissimi risvolti dal punto di vista sociale».
Per Fabio Capra del Pd l’intervento farà da volano ad altre manovre: «La politica deve dimostrare il coraggio di fare un passo avanti - spiega -. Con ottimismo dobbiamo pensare che questa città tra dieci anni avrà qualche criticità in meno e qualche sviluppo in più. Partiamo convinti che questa sia un’operazione buona e soprattutto trasparente».
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