Brescia e Hinterland

Il primo giorno di Super Green Pass al cinema e al ristorante

Per i più «cambia davvero poco». Nessuna particolare difficoltà ai controlli: bresciani informati e collaborativi
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SUPER GREEN PASS, L'ESORDIO

Ore 12.30, Brescia. Al ristorante ordiniamo risotto, verdure al forno e macedonia, ma al personale «sfugge» di chiederci il Super Green Pass. Inizia così il nostro tour tra i locali del centro per capire come sia stata accolta, ieri, la certificazione verde rafforzata concessa soltanto a vaccinati e guariti e indispensabile, ormai, per sedersi all’interno a bere un caffè o a mangiare, appunto, un risotto.

Dentro o fuori

In corso Cavour, alla pasticceria Andreoletti, riferiscono che è stata una mattinata normale, senza problemi, nonostante la novità. Stessa cosa più avanti, da Pizzium, dove il cameriere Miguel ci mostra come funziona la app che ha dovuto aggiornare. In piazza Paolo VI, complice la bella giornata di sole, alcuni pranzano all’aperto. «È un giorno come un altro - osserva Lucia, al lavoro al Dolcevite -, sono tutti preparati: chi non ha il Super Green pass chiede direttamente di sedersi fuori, gli altri ci mostrano il Qr code e noi lo scannerizziamo, tutto qui».

Il caffè lo ordiniamo all’Orto di via Solferino. Nemmeno il tempo di sederci sulle poltrone dalle tinte scozzesi che la cameriera ci fa la fatidica domanda, diventata ormai il mantra di questi tempi: «Posso chiedervi il Green pass?». Controllo superato.

Al cinema

Controlli anche alla multisala Oz - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Controlli anche alla multisala Oz - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Chi ama andare al cinema o ha assistito in questi ultimi mesi a una proiezione sa bene che dallo scorso 6 agosto è obbligatorio esibire il Green Pass per poter entrare in sala. Da ieri, però, serve la versione «Super», che ottiene solo chi è vaccino o guarito.

«Siamo abituati e ben attrezzati a eseguire i controlli  - spiega Tomaso Quilleri, titolare della multisala Oz -. Del resto siamo sempre stati dell’opinione che il Green Pass, da oggi (ieri ndr) Super Green Pass, sia uno strumento utile prima di tutto per gli spettatori che possono godersi lo spettacolo cinematografico in totale sicurezza. Una prassi che ci consente di continuare a lavorare con le stesse regole sia che la regione sia in bianco, giallo o arancione».

Ovvero non entreranno coloro che si affidano ai tamponi, mentre per chi certifica l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid è pronta una comoda poltrona all’Oz, purché mantenga sempre la mascherina sul viso. Bimbi compresi, che non saranno controllati sino ai dodici anni, età dalla quale scatta l’obbligo di Green pass come per gli adulti cinefili. 

Secondo il titolare del cinema «i bresciani sono attenti, rispettosi delle regole e ben informati, convinti che vaccino e prudenza siano le uniche armi per contrastare il diffondersi del virus».

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