Il paradosso del pusher del Carmine che «vanta» 23 arresti

Il numero di episodi guadagnato dal 2010 ad oggi. In tanti anni il marocchino di 47 anni non ha mai cambiato zona
Lo spacciatore operava da anni in centro storico
Lo spacciatore operava da anni in centro storico
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Professionista esperto e appassionato del suo lavoro. Non c’è altro modo per descrivere il 47enne marocchino che la Polizia Locale ha arrestato mercoledì pomeriggio dopo che aveva spacciato alcune dosi di cocaina ad una tossicodipendente che aveva contattato sulle scale della chiesa del Carmine, nel cuore dell’omonimo quartiere in città: si trattava infatti del suo ventitreesimo arresto dal 2010 ad oggi. Una «carriera» in cui, secondo chi lo ha indagato, pedinato e arrestato, si è costruito una reputazione come punto di riferimento per la cocaina in città e comunque anni di servizio in cui ha affinato la tecnica e capito come evitare le conseguenze più pesanti, in termini di detenzione, di un eventuale faccia a faccia con le forze di polizia.

Anche in questo caso il 47enne è stato visto spacciare una dose di cocaina per 20 euro e un’altra gli è stata trovata addosso quando è stato perquisito. In tasca però gli sono stati trovati oltre 800 euro e gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria della Locale di Brescia, che quel denaro lo hanno sequestrato, ritengono che sia il frutto della «giornata lavorativa» fino a quel momento. Prima di essere arrestato insomma aveva già smerciato 40 dosi di cocaina. Negli ultimi anni l’uomo sarebbe stato almeno cinque volte in carcere per i cumuli di pena che via via sono diventati esecutivi nei suoi confronti ma, dopo ogni scarcerazione, ha ripreso la vecchia vita con nuovi, e vecchi, contatti.

Periodicamente le forze di polizia si imbattono nel suo nome in qualche intercettazione telefonica oppure riconoscono il suo volto durante qualche appostamento o nelle immagini delle telecamere di sorveglianza. In tanti anni non ha mai cambiato zona: quando è in attività si muove tra via San Faustino e via Battaglie e conosce anse, anfratti e punti ciechi di ogni vicolo in cui nascondere dosi, incontrare clienti o fornitori. Anche ieri mattina, dopo la direttissima, gli è stato imposto il divieto di dimora nel comune di Brescia: se lo violerà potrà far crescere ancora la collezione.

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