Nel 2006 tra i partiti non c’era un’intesa su un candidato unitario, come era successo 7 anni prima con Carlo Azeglio Ciampi. Sull’elezione del Presidente della Repubblica si proiettano, in tal senso, le profonde divisione che attraversano il sistema politico. Il Paese in quegli anni fa i conti con un bipolarismo muscolare che porterà il 10 maggio 2006 all’elezione di Giorgio Napolitano alla quarta votazione con i soli voti del centrosinistra. È il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, deputato ulivista con Popolari e Margherita tra il 1996 e il 2008 a ricordare quel momento storico.
Come era il clima politico in quei giorni?
Nel 2006 il centrosinistra aveva vinto le elezioni con una maggioranza molto risicata e già si capiva che si sarebbe aperta una Legislatura molto faticosa. Alla vigilia del voto per il nuovo presidente della Repubblica per molti di noi della Margherita il nome giusto come successore di Ciampi era Franco Marini. Fui mandato anche in avanscoperta per sondare il gradimento anche di altri gruppi proprio su Marini. Ad esempio la Lega ed in particolare Umberto Bossi lo consideravano un candidato gradito, per la sua storia personale e politica e anche per il suo essere alpino.




