Appena si varca la soglia della serra viene voglia di iniziare a ballare: le note e le melodie sono rigorosamente quelle degli anni ’70 e ’80, tranne quando è il «turno» dei pomodori: loro prediligono classica e lirica.
Parola di Carlo, che quella serra l’ha realizzata con le sue mani in onore di Simone, il figlio che gli è stato strappato via nel 2020 dopo un tragico incidente lungo l’autostrada del Brennero. Aveva solo 24 anni e a lavorare nell’azienda di famiglia ci aveva provato. Ma la sua passione era un’altra: l’ambiente. Per questo si occupava di analisi ambientali e per questo, ora, nella ditta di famiglia c’è quest’oasi verde, una sorta di isola green abbracciata da musica, pace e amore «dedicata al grande Simone», come recita la scritta intarsiata sulla targa sistemata all’ingresso.




