Quando ero piccolo spesso la domenica pomeriggio andavamo a trovare i bisnonni. Questa riunione settimanale del parentado era per me straordinariamente divertente, soprattutto per merito della bisnonna Caterina. Lei che ha concluso il suo cammino tra noi ben oltre i novant’anni, ed a quel tempo era già ampiamente ottantenne, si lamentava che passassero a trovarli soltanto dei vecchi, la annoiavano molto, raccontava, perché parlavano soltanto dei loro dolori. La bisnonna Caterina faceva anche le previsioni meteo, preannunciando il tempo dei giorni a venire in base ai messaggi dei suoi sempre precisi calli.
Quando si è piccoli si pensa che il passare del tempo sia questione soltanto altrui. Poi invece i decenni trascorrono. I capelli che coccoli con lo shampoo all’ortica dell’Himalaya, che costa come una bottiglia di Barolo, ogni giorno fanno le valigie e se ne vanno. Sotto il piede arriva un callo, mandato probabilmente dalla bisnonna per punirti di averla derisa per anni, e anche il tuo ci tiene incredibilmente a fare il metereologo, soprattutto annunciando con grande entusiasmo la neve. E se deve spuntare un pelo superfluo sceglie ovviamente la punta del naso.




