Il callo, la neve e i peli superflui

Quando ero piccolo spesso la domenica pomeriggio andavamo a trovare i bisnonni. Questa riunione settimanale del parentado era per me straordinariamente divertente, soprattutto per merito della bisnonna Caterina. Lei che ha concluso il suo cammino tra noi ben oltre i novant’anni, ed a quel tempo era già ampiamente ottantenne, si lamentava che passassero a trovarli soltanto dei vecchi, la annoiavano molto, raccontava, perché parlavano soltanto dei loro dolori. La bisnonna Caterina faceva anche le previsioni meteo, preannunciando il tempo dei giorni a venire in base ai messaggi dei suoi sempre precisi calli.
Quando si è piccoli si pensa che il passare del tempo sia questione soltanto altrui. Poi invece i decenni trascorrono. I capelli che coccoli con lo shampoo all’ortica dell’Himalaya, che costa come una bottiglia di Barolo, ogni giorno fanno le valigie e se ne vanno. Sotto il piede arriva un callo, mandato probabilmente dalla bisnonna per punirti di averla derisa per anni, e anche il tuo ci tiene incredibilmente a fare il metereologo, soprattutto annunciando con grande entusiasmo la neve. E se deve spuntare un pelo superfluo sceglie ovviamente la punta del naso.
Ma poi vedi l’anziano Bernie Sanders alla gelida cerimonia di insediamento del presidente degli Stati Uniti con un paio di guantini in lana che nemmeno alla pesca dell’oratorio avrebbero mai messo in palio. Così capisci qual è il segreto per invecchiare bene: qualunque traguardo tu raggiunga nella vita, l’importante è stare al caldo. E avere una pinzetta a portata di mano.
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