Il brunch è già finito: siamo alla frutta

Parliamo di una moda passata velocemente di moda
Una tipica tavolata da brunch
Una tipica tavolata da brunch
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A colazione mangio un biscotto (attualmente mi sono appassionato ai Kinderini) e bevo un veloce caffè. Nelle giornate di meritato riposo pranzo alle 12 esatte, prediligo la pasta. La domenica apprezzo l’arrosto, bene anche il coniglio. Quelli che nei salotti eleganti si definirebbero i sapori di una volta. 

Più volte nel giorno di festa (o anche il sabato in verità) mi è capitato di essere invitato a un brunch, una inelegante invenzione anglosassone (la parola è l’unione tra breakfast e lunch, colazione e pranzo) che non ha mai fatto breccia nel mio cuore di umile e semplice uomo di paese. Chi mi invitava non era peraltro chiaro, ci vediamo verso le undici, mi veniva detto, è una via di mezzo tra una colazione e un pranzo. Ma quindi, replicavo io con garbo, il biscotto lo devo mangiare? E poi dico comunque a mia nonna che vado da lei per le lasagne? La risposta era sempre troppo vaga, e io alle undici di mattina non ho voglia di niente.

Una coppia di amici sempre al passo coi tempi ne organizzò uno anche a casa, in giardino ovviamente. Perché non facciamo addirittura a 12/12.30 proposi io. Noioso, mi dissero. Quella domenica mangiai un ottimo galletto ai ferri a casa mia, alle 11 iniziavo a preparare il fuoco, perché quello si deve fare a quell’ora. E ora scopro che quella nefasta moda è già passata di moda. Non ha fatto breccia nei cuori italici. Attendiamo che anche l’aperitivo smetta di essere il momento top della giornata (cito testuale), ci vorrà purtroppo tempo. 

L’insuccesso del brunch è comunque una buona notizia, se non fosse che siamo già ampiamente alla frutta. E non è neppure di stagione. 

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