Il Brescia, il Cosenza, la catarsi

È solo un calendario, ma come si fa a non chiamarlo destino? Che si è lasciato andare anche in una punta di perversione. Perché per pensare che le congiunzioni astrali (o la pessima figura del calcio italiano nell’ennesimo caso di malagestione di controlli e regole) dopo una battaglia legale infinita e sfinente avrebbero portato il Brescia a riallinearsi alla serie B proprio partendo da dove aveva così dolorosamente chiuso, non sarebbe bastata nemmeno la sconfinata immaginazione di un bambino.
Oggi il Brescia rimette piede in campo 94 giorni dopo quella infausta e a vario titolo drammatica serata. E lo fa partendo dalla quarta giornata che propone di affrontare quel Cosenza che lo condannò alla (transitoria) serie C con un verdetto che poi avrebbe scatenato la delinquenza.
Si vorrebbe solo dimenticare, ma per dimenticare occorre attraversare. I propri fantasmi, le proprie debolezze, le proprie paure, il proprio dolore, il proprio passato. Altrimenti non può esserci futuro.
E allora, vuoi vedere che il calendario del destino, in quella sua punta di perversione ci mette in realtà l’occasione per rimuovere il trauma non solo sportivo vissuto dal subconscio? È Brescia-Cosenza e non è solo calcio, ma una catarsi.
@Buongiorno Brescia
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