Brescia e Hinterland

I sanitari pagati per vaccinare non bastano: sos ai volontari

In attesa delle figure assunte dalle Agenzie, l’Ats cerca professionisti disponibili gratuitamente
La sede belga degli stabilimenti della Pfizer - Foto © www.giornaledibrescia.it
La sede belga degli stabilimenti della Pfizer - Foto © www.giornaledibrescia.it

 Assumere tremila medici e dodicimila infermieri, ma anche assistenti sanitari, per la somministrazione del vaccino anti-Covid. Questo, da una parte, il mandato ricevuto dalle Agenzie per il Lavoro selezionate tre settimane fa dal commissario nazionale per l’emergenza Domenico Arcuri. Dall’altra, a livello locale, un appello per reclutare il maggior numero possibile di volontari (medici, infermieri, ostetriche e assistenti sanitari) disponibili a dare gratuitamente una mano alla somministrazione dei vaccini anti-Covid (è previsto un eventuale corresponsione di un rimborso spese).

Questo l’appello dell’avviso pubblico pubblicato sui siti delle otto Ats di Regione Lombardia (www.ats-brescia.it). Stesse finalità, diversi contenuti, quelli dei due avvisi pubblici delle autorità sanitarie nazionale e regionale. Reclutamento nazionale. Intanto, per quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri il primo passo è stata l’aggiudicazione della gara, lo scorso febbraio, da parte di cinque Agenzie del Lavoro su tutto il territorio nazionale.

La Lombardia è stata assegnata a Manpower, agenzia multinazionale statunitense, che deve occuparsi della gestione del personale per le vaccinazioni. Lo deve fare anche per l’Emilia Romagna, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta. Personale che viene selezionato tra coloro che, dal 16 dicembre scorso, stanno rispondendo all’Avviso pubblico per iscriversi negli appositi elenchi.

Nel cronoprogramma del Commissario si legge: «Si stima che le Agenzie (cinque in tutto) possano rendere disponibili i primi candidati a partire dal 20 gennaio».

Ovvero, mercoledì scorso. Al momento, tuttavia, non s’è visto nessuno. Sarà perché la campagna vaccinale è ancora nella fase 1, quella in cui ospedali e Rsa si avvalgono del loro personale interno per vaccinare dipendenti ed ospiti. Sarà perché ancora non è possibile prevedere i passi successivi, nell’incertezza sulle caratteristiche dei vaccini che saranno disponibili, ma al momento delle migliaia di professionisti che verrà distribuita tra regioni sulla base della popolazione non si hanno notizie certe. Almeno nel Bresciano.

Quel che si sa è che a livello nazionale sono state presentate 24.193 candidature, con una netta prevalenza da parte dei medici (14.808) seguiti dagli infermieri (3.980) e dagli assistenti sanitari (408). Uno sbilanciamento che dovrà trovare un equilibrio attraverso il reclutamento di medici di medicina generale, pediatri, farmacisti. Una platea allargata, necessaria, se, in base all’ipotesi di base del Commissario, solo in Lombardia nei mesi di aprile, maggio e giugno serviranno 1.229 persone aggiuntive ogni mese che aumenteranno a 2.544 in luglio, agosto e settembre quando la vaccinazione dovrebbe diventare effettivamente di massa.

«Il nostro avviso non è in contraddizione con quello commissariale - spiega Claudio Sileo, direttore generale Ats Brescia -. Semplicemente, siccome tutti noi stavamo ricevendo proposte di collaborazione di medici, compreso personale già in pensione, ed altri professionisti della sanità, abbiamo deciso di strutturare le liste dei volontari che si mettono a disposizione, senza compenso, per poter organizzare al meglio la campagna vaccinale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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