I vecchi cartoni animati di Disney - proprio come il dialetto bresciano - sono una inesauribile miniera di tesori. La miniera dei Sette nani, ad esempio, mi è rimbalzata alla mente mentre ero intento a scavar parole nel bellissimo «On pas, on respir» di Clelia Montano Inzerillo: intense liriche in un intenso dialetto manerbiese.
Nella poesia «Al tastavì» («L’assaggiavino», i manerbieri pronunciano al... dove gli altri bresciani usano l’articolo el..., oppure an... dove gli altri bresciani usano la preposizione en...) leggo: «Ède la me nona che la peza i pom / sota ’l fresc de la so piantuna...». Il ricordo di un nonno predisposto al sonnellino è immagine tenerissima e impagabile. Ma a me quel che in quei versi scalda il cuore è l’espressione «pezà i póm», che indica l’atto di affidarsi al sonno. Modo di dire tipicamente bresciano? E poi perché proprio le mele?



