Green pass per i lavoratori, al via per le imprese bresciane

Il provvedimento che scatta dal 15 ottobre riguarda 510mila dipendenti. Ecco le posizioni di Confindustria Brescia e Apindustria
Un controllo del Green Pass - Foto © www.giornaledibrescia.it
Un controllo del Green Pass - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Green Pass sul posto di lavoro, inizia il conto alla rovescia. Da venerdì 15 ottobre, i 450mila dipendenti delle aziende private bresciane, i 16mila del settore agricolo ed i 46mila dipendenti pubblici bresciani per andare al lavoro dovranno avere (ed esibire) la certificazione verde che attesta la vaccinazione anti-Covid, oppure l’avvenuta guarigione dall’infezione, oppure la negatività ad un tampone.

Chi non avrà il certificato sarà considerato assente ingiustificato e non riceverà lo stipendio fino all’acquisizione della certificazione (senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto del lavoro). Non solo, secondo le linee guida messe a punto dalla presidenza del Consiglio dei ministri, per quei giorni non saranno versati al lavoratore neanche i contributi.

Le sanzioni per gli inadempienti

Per le imprese bresciane si apre una nuova sfida: spetterà ai datori di lavoro (o ad un loro incaricato) il compito di controllare il ferreo rispetto delle regole. In caso di inadempienza le sanzioni sono pesanti: l’imprenditore rischia una sanzione da 400 a mille euro; più salata quella del lavoratore che accede senza certificato, che va da 600 a 1.500 euro (i controlli verranno effettuati dagli ispettori del lavoro e dalle Asl).

Quanti sono i lavoratori non vaccinati a Brescia

Non ci sono dati certi sul numero di lavoratori bresciani non ancora vaccinati. Ma Brescia si configura come una tra le province più «virtuose» d’Italia, forse proprio perché ha vissuto in prima linea questo dramma: in base ad una prima ricognizione delle associazioni di categoria attraverso i propri associati, la percentuale di lavoratori non ancora vaccinati è in media di circa il 4% (la percentuale nazionale è superiore).

Cosa dice Confindustria Brescia

Le aziende in queste settimane hanno partecipato a webinar sul tema, hanno aggiornato ed installato sistemi di sicurezza ed oggi sono pronte. «Ci siamo dati da fare per implementato i nuovi protocolli - dichiara Roberto Zini, vicepresidente con delega a Lavoro e relazioni sindacali di Confindustria Brescia -. L’impianto normativo del Green pass è solido, certo l’applicazione in alcune particolari aziende può evidenziare questioni particolari. Ma le imprese sono sostanzialmente pronte». Sulle proteste di sabato scorso a Roma Zini ha le idee chiare: «Le manifestazioni esulano la questione Green pass. Dietro quegli scontri ci sono motivazioni extra-politiche. Da Confindustria tutta la solidarietà alla Cgil. Nelle aziende bresciane si discute e si ragiona con libertà. Una cosa è certa: il vaccino si è rivelato l’unica arma efficace contro la pandemia. Nessuno verrà discriminato, ma le aziende non pagheranno i tamponi».

Zini elogia la mano ferma del Governo: «In questo Paese ogni volta che c’è un provvedimento si cerca di rimandare, si vuole una proroga: il decreto è datato 21 settembre, tutti ne conoscono i contenuti, anche le regioni: attendere non farebbe che aumentare il possibile rischio di contagio. I dubbi andavano sollevati prima, non ora». «È una chiamata di responsabilità: per le aziende e per tutti i lavoratori. Il paese deve essere coeso: avanti decisi per uscire dalla pandemia».

La posizione di Apindustria

Sulla stessa linea il presidente di Apindustria Confapi Brescia, Pierluigi Cordua che precisa. «Dobbiamo essere chiari: la vaccinazione significa la messa in sicurezza del sistema produttivo e del Paese; quindi tutta la popolazione deve essere vaccinata il prima possibil. Ma il decreto in alcuni punti ha mostrato poca chiarezza. In particolare l’imprenditore non ha un ruolo di controllo e denuncia: se trova un lavoratore entrato in modo abusivo deve rivolgersi alla Prefettura. Poi ci sono problemi legati alla gestione della privacy: non potendo registrare alcun dato e non conoscendo la validità dei singoli Green pass, l’imprenditore è costretto ad effettuare molteplici controlli» E ancora: «Per le aziende che hanno più di 15 dipendenti risulta impossibile effettuare la sostituzione dei sospesi. Quindi ben venga l’incentivo alla vaccinazione, ma il decreto va migliorato». Secondo il presidente Cordua: «La campagna vaccinale a Brescia è andata molto bene, ci sono numeri incoraggianti su contagi e ricoveri: non è escluso che le regole del Green pass possano, in un secondo momento, essere allentate».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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