Il ministro Valeria Fedeli ha inaugurato l’anno accademico dell’Università degli Studi di Brescia, nell’aula magna della Facoltà di Medicina.
Critica la rappresentante degli studenti che ha prima citato il maestro Manzi e ha sottolineato come quella degli studenti sia «generazione coraggiosa, una generazione di precari, di giovani a contratto, che nonostante tutto crede all’istruzione come ascensore sociale», ma ha sottolineato come gli studenti non vengano coinvolti nelle decisioni dell’Università: «Non è possibile che abbiamo saputo della nuova facoltà di Farmacia dai giornali».
Poi si è rivolta al ministro: «Si assuma l’impegno – ha detto – di fare riformare il sistema e puntare sul coinvolgimento, sull’eliminazione del numero chiuso, non puntare sul mito della qualità, vogliamo – ha aggiunto – un’Università trasparente e meritevole, accessibile».
Per la prima volta in 36 anni ha parlato anche una rappresentante del personale tecnico amministrativo.
Il ministro ha detto che «l’investimento che si fa per l’Università serve al Paese e al territorio». Per quanto riguarda il 3+2 il ministro ha detto che non si toccherà, ma si punterà sulle «novità: le lauree professionalizzanti e l’alta formazione non accademica. Due scelte significative che ci mettono al passo con le migliori esperienze europee».
Il rettore Tira ha posto l’accento sulla crescita dell’ateneo: «La nostra università sta crescendo molto, quest’anno sfonderemo la barriera dei 15mila studenti. Abbiamo due nuovi progetti con le facoltà di Farmacia e Agraria e stiamo consolidando la nostra presenza nella Lombardia orientale».


