Galperti (Azione-Iv): «La città metropolitana esiste già e va governata»

L’obiettivo dichiarato è mantenere Mario Draghi alla guida del Governo, e quindi del Paese. Il terzo polo al 10%? «Sarebbe sorprendente ma non impossibile». Guido Galperti è politico di lungo corso, inizia nella Democrazia cristiana (sindaco di Pralboino, suo paese natale), poi anni dopo approda in Parlamento con il Partito democratico, è vice presidente della Provincia di Brescia, è esponente di Italia Viva.
Quale il suo impegno per il collegio nel quale si candida?
Il collegio uninominale comprende 36 municipi disposti a corona intorno alla città di Brescia, disegnando il profilo di una grande città metropolitana, e ne costituisce nei fatti il collegio territoriale prima di quello politico elettorale. Pur in assenza di una previsione legislativa, la città metropolitana esiste già e andrebbe governata, organizzata e coordinata per affrontare al meglio le grandi tematiche amministrative e i progetti infrastrutturali che assumono una dimensione fortemente sovracomunale.
I problemi non mancano certo, quali sono i principali?
Penso alle bonifiche del sito Caffaro che investono non solo Brescia ma arrivano a Castegnato e Passirano, penso al grande svincolo di Rezzato, snodo di quella tangenziale sud che sopporta centomila veicoli al giorno. Penso alla progettazione della metropolitana del Garda e della Val Sabbia, penso alla bretella di collegamento autostradale con Brescia centro da anni invocata dai Comuni di San Zeno, Poncarale, Borgosatollo, penso al nodo problematico della grande viabilità di Gussago, penso all'autostrada della Valtrompia, al prolungamento della Metropolitana sempre verso la Valtrompia. Penso allo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari, all'indispensabile completamento della Corda molle e alla rigenerazione dei collegamenti ferroviari interessati dal capoluogo. Penso infine, ma si potrebbe continuare, al rilancio industriale del comparto situato nei comuni della Via del marmo con capofila Botticino.
In molti casi i progetti ci sono, ma sono fermi. Cosa fare?
Non si parte da zero, vi sono progetti avviati, idee in cammino, realizzazioni in itinere, ma molte opere sono bloccate. Richiedono impegni finanziari nazionali, risorse straordinarie, provvedimenti legislativi, decisioni amministrative da parte del Parlamento e del Governo. Portare la questione territoriale nell’agenda nazionale sarà per tutti, nella prossima legislatura, la sfida da vincere.
Dopo il Covid ora i rincari e lo spettro di una nuova crisi economica, quale la vostra ricetta?
Lavorare per una riconferma del presidente Draghi e creando le condizioni perché prosegua un’azione di governo che confermi nell’europeismo e nell’atlantismo, nel contrasto alla spesa improduttiva e nella realizzazione dei principi del federalismo fiscale, nel recupero della competitività del sistema Paese, nell’obiettivo prioritario del conseguimento della piena occupazione, i punti cardinali necessari per superare i difficilissimi momenti che abbiamo di fronte.
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
