Brescia e Hinterland

Furto in gioielleria, dopo la spaccata della vetrina la beffa della multa

In Corsetto S. Agata a Brescia i vigili contestano il permesso avuto dal vetraio incaricato per le riparazioni
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

La vetrina della gioielleria Tomaselli, infranta dopo il colpo - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
La vetrina della gioielleria Tomaselli, infranta dopo il colpo - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Zefferino Bracconi, commerciante con un’attività di famiglia da 103 anni all’ombra della Loggia, la gioielleria «Tomaselli», l’ha presa con filosofia, anche se non troppa alla fine. L’amarezza traspare dalle sue parole. «Come giustamente il Giornale di Brescia aveva riportato nelle sue scorse edizioni, giovedì pomeriggio dopo il furto abbiamo deciso di non demordere e abbiamo quindi dato incarico ai nostri artigiani di riparare i danni del furto subiti con mio fratello nella gioielleria di famiglia tra sabato e domenica (150mila euro il bottino tra preziosi e monili).

Questi erano intenti al lavoro quando una pattuglia di vigili si è presentata. Avevano appena portato dal furgone i pesanti vetri blindati da sostituire alle vetrine. Gli agenti hanno riferito di essere stati chiamati. Quel furgone della vetreria Colavetro snc in Corsetto S. Agata ingombrava: da lì la multa. L’artigiano quindi, visto il rischio di vedersi rimosso il camioncino coi vetri a bordo, non si è fatto ripetere l’invito a sgomberare e se ne è andato».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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