Forgiamo il senso civico con la bellezza

La cittadinanza non è un «mero elenco di diritti e di doveri, bensì una postura, un modo di essere e di interagire con gli altri»
Il soffitto di Santa Maria in Solario a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Ancora poche settimane e l’anno scolastico si chiuderà. Gli studenti di terza media e di quinta superiore saranno presto impegnati negli esami. Tra le materie di studio avrà un ruolo trasversale la disciplina «Educazione civica». Questo insegnamento, attivato dal 2020 nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, è incentrato su tre nuclei tematici: Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale. Ogni scuola fa da sé nella programmazione della disciplina nell’attività didattica di tutti i giorni. Il dibattito, sorto intorno all’elaborazione di un profilo «civico» dello studente, è animato anche da riflessioni tese ad indagare il rapporto tra patrimonio culturale e la costruzione dell’identità civica.

Tra i vari studi, si segnala l’agile volume della storica dell’arte Irene Baldriga dell’Università Sapienza di Roma: «Estetica della cittadinanza. Per una nuova educazione civica» (Le Monnier, 2020). Baldriga offre una «declinazione estetica dello status di cittadino». La cittadinanza non è un «mero elenco di diritti e di doveri, bensì una postura, un modo di essere e di interagire con gli altri e con i luoghi che si abitano e abitano dentro di noi». Le regole della convivenza civile si sono incarnate nei secoli in molteplici tipologie di costruzioni (simboli di quella determinata comunità in quel preciso momento storico) e di opere d’arte.

Il «cittadino estetico» trova in esse ispirazione. Viene quindi a crearsi un «rapporto tra esperienza estetica ed esercizio dei valori civici»: più un cittadino è capace di fruire consapevolmente del patrimonio (dal paesaggio allo spazio urbano e ai beni culturali), più sarà in grado di rispettare l’altro da sé.

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