Focolaio in Ortopedia al Civile con undici contagiati

«Almeno undici positivi tra personale medico, infermieristico e pazienti». A dichiararlo è Gabriella Liberini, delegata sindacale Rsu-Cgil all’Ospedale Civile. Il focolaio si è sviluppato nei giorni scorsi all’interno della Prima Traumatologia ed Ortopedia. I sanitari, come da protocollo, vengono ora sottoposti ad un tampone al giorno per consecutivi quattordici giorni lavorativi, mentre tutti i pazienti ricoverati vengono nuovamente sottoposti a test.
«A seguito dell’incremento dei casi positivi Covid sia dei pazienti sia degli infermieri dei reparti, non è più possibile considerare pazienti con tampone negativo come puliti». Dunque, tutti devono essere di nuovo testati perché il focolaio si è sviluppato all’interno di un reparto «pulito», ovvero in cui tutti i malati vengono sottoposti a tampone e a tac toracica prima di essere ricoverati ed, eventualmente, subire un intervento chirurgico.
«È una questione vecchia e già gestita. In trauma è tutto perfettamente sotto controllo: applichiamo procedure e protocolli di sorveglianza» è la posizione della direzione dell’azienda sociosanitaria. Che, in una nota, spiega: «La direzione ha prontamente preso in carico la criticità di un focolaio all’interno del Reparto di Traumatologia e assicura che fin dall’inizio della seconda fase pandemica sono stati studiati e applicati rigorosi protocolli di sicurezza sia per la gestione dei pazienti sia per il personale sanitario. Nel caso specifico, sono state avviate tutte le verifiche del caso per impedire così il ripetersi di situazioni analoghe in futuro. La situazione è, allo stato, sotto controllo. La procedura aziendale prevede che qualora si verifichino casi multipli di infezioni da Covid-19 tra pazienti e operatori sanitari (clusters di casi Covid-19), tutti gli operatori siano quotidianamente sottoposti a tampone rino-faringeo molecolare fino ad evidenza dell’azzeramento della catena del contagio, proseguendo in seguito con cadenza rimodulata».
Cosa è accaduto? «Le procedure ci sono e sono indicate, ad essere carente è l’organizzazione - aggiunge la sindacalista -. L’azienda ospedaliera intende scaricare la responsabilità del focolaio sui dipendenti, ma sono sempre di più i lavoratori e le lavoratrici che rimandano al mittente questa “colpevolizzazione"».
Il contagio tra i sanitari ha raggiunto numeri molto preoccupanti nella prima fase della pandemia mentre nei mesi autunnali è più contenuto, pur essendo ancora molto diffuso. Si è sempre trattato, tuttavia, di casi isolati tali da non rappresentare un focolaio.
Quello in Traumatologia è dunque il primo focolaio con il coinvolgimento di pazienti, dopo quello accaduto lo scorso settembre quanto sette persone erano risultate positive al Covid nel settore accettazione degli Spedali Civili di Brescia. Ecco l’esaustiva nota di settembre: «Il 2 settembre un addetto del centralino ha riportato mal di gola e un sapore strano in bocca, per questo motivo è stato eseguito il tampone, che è risultato positivo. Per tale ragione tutti i colleghi sono stati sottoposti al test per la ricerca del virus, che è risultato positivo in altri sei operatori, alcuni dei quali hanno dichiarato la presenza di sintomi modesti e aspecifici. I rimanenti operatori, con tampone negativo, sono stati allontanati dal luogo di lavoro e sottoposti a monitoraggio dello stato di salute per verificare l'eventuale insorgenza di sintomi, saranno sottoposti a un altro tampone prima del rientro al lavoro».
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