Maria Lorenza Muiesan è professoressa ordinaria di Medicina interna all’Università degli Studi di Brescia e direttrice della Scuola di specializzazione in Medicina d’urgenza. Il medico d’urgenza per conseguire la specialità deve seguire un percorso quinquennale di formazione che lo porta a poter operare in autonomia nel sistema integrato delle emergenze-urgenze. I lunghi mesi della pandemia hanno evidenziato la specificità dei pronto soccorso, poco attrattivi per i neolaureati e sempre meno per chi vi lavora. Tant’è che si parla di «fuga dai pronto soccorso» per semplificare un fenomeno sempre più diffuso, nell’ambito di una carenza di medici generalizzata.
Professoressa Muiesan, è vero che la specializzazione in Medicina d’Urgenza è poco attrattiva?
Intanto, vorrei sottolineare che si tratta di una professione bellissima, con grandi soddisfazioni ma, rispetto ad alcune altre specialità o attività mediche, sicuramente più impegnativa e faticosa. E vorrei anche sottolineare, dati alla mano, che tutti i medici che si sono specializzati nella nostra niversità sono già stati assunti, la maggior parte in Lombardia, alcuni a Trento e a Verona. Molti si sono spostati per ragioni familiari o per tornare nella città di residenza.



