A2A è pronta a produrre l’idrogeno verde che rifornirà i treni della linea Brescia-Iseo-Edolo al termoutilizzatore di via Malta.
Il costo dell’idrogeno è, a detta di tutti i protagonisti del settore, una delle barriere per la sua diffusione. Ma A2A, Ferrovie Nord e Snam puntano ad abbattere i costi producendolo a Brescia. «Il progetto è già partito - ha annunciato ieri Renato Mazzoncini, amministratore delegato del gruppo A2A intervenendo al Forum del Sole24Ore -, stiamo attendendo le autorizzazioni, un lavoro lungo perché la costruzione del primo grosso elettrolizzatore sarebbe una prima assoluta: potremmo avere la produzione entro fine 2024 o inizio 2025 se inizieremo la costruzione dell’impianto entro 12 mesi».
Il piano per eliminare il carbone definitivamente da Lamarmora
Intanto A2A Calore e Servizi ha consegnato al Ministero dell’Ambiente il «Piano di cessazione definitiva dell’utilizzo del carbone» nella Centrale di Lamarmora, come previsto dalla norma. A Lamarmora non si usa più carbone dal marzo 2020. Il piano del Governo per far fronte all’emergenza energetica prevede la possibile riaccensione di alcune centrali a carbone superiori a 300 MW di potenza termica (ad esempio quella di A2A a Monfalcone). Lamarmora è più piccola. Qui sono in funzione un gruppo di cogenerazione policombustibile TGR3 (200 MW termici) alimentato a gas e acceso tra novembre e marzo, visto che per tipologia costruttiva ha bisogno du un «funzionamento continuativo»; e tre caldaie semplici a gas naturale per i picchi del mattino e della sera. Il Piano di cessazione elenca tutte le attività che saranno messe in campo nei prossimi mesi per smantellare le strutture utilizzate per il carbone e non più necessarie. La dismissione partirà nei prossimi mesi con la demolizione del silos della calce. Nel secondo trimestre 2022 sono in calendario anche gli interventi sui condotti del polverino di carbone e su quelli di ingresso e uscita per la desolforazione dei fumi. Il cronoprogramma dettagliato prevede interventi fino al 2024. Intanto A2A ha anche presentato il progetto di sostituzione del Gruppo 3 con una nuova unità cogenerativa da 87 MW termici.



