Energia, tre bresciani su cinque scelgono il mercato libero

Era stata annunciata già sul finire di giugno e si è presentata puntuale: la stangata estiva di luce e gas fa lievitare le bollette del 9,9% per l’elettricità e del 15,3% per il gas. Tradotto in cifre: per la cosiddetta «famiglia tipo» - con un consumo medio pari a 2.700 kWh annui per l’energia e a 1.400 metri cubi all’anno per il gas (in tutela) - si tratta di un salasso di circa 280 euro annui. Colpa dell’impennata dei prezzi delle materie prime, anche se - come specificato nel consueto aggiornamento trimestrale dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente - l’intervento messo in atto d’urgenza dal Governo ha contenuto i rincari previsti. Eppure i numeri ci dicono che tre bresciani su cinque scelgono il mercato libero.
A tracciare l’istantanea sull’andamento dei mercati è proprio Arera, che ieri - come previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico datato 30 dicembre 2020 - ha pubblicato il primo «Rapporto monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas».
Cosa pensano i bresciani del mercato libero
Cosa emerge di primo acchito? Che quasi il 60% dei bresciani (il 59,9% per l’esattezza) per quanto riguarda le utenze domestiche ha scelto il mercato libero. Il monitoraggio. L’analisi, trasmessa al ministro della Transizione ecologica e alle Commissioni parlamentari competenti, fotografa l’attuale situazione della vendita da diversi punti di vista: azioni di cambio di fornitore, evoluzione del comportamento dei clienti finali, andamento dei prezzi offerti, trasparenza e pubblicità delle offerte e dei servizi connessi, misure regolatorie per rafforzare l’efficacia degli strumenti per la confrontabilità delle offerte.
Il confronto con i dati nazionali e regionali
Osservando la cartina che riporta la distribuzione dei clienti domestici nel mercato libero, si può ricavare uno spaccato più dettagliato della situazione del nostro territorio. Il dato bresciano sulle utenze domestiche (che racconta appunto come in tre casi su cinque la scelta sia già ricaduta sul mercato libero) è leggermente più basso rispetto a quello regionale, che si attesta al 61,4%, ma superiore alla media italiana (57,3%), mentre per quanto riguarda gli altri usi Brescia ricalca esattamente la percentuale lombarda: il mercato libero - a fronte di 138.993 punti di prelievo attivi - è scelto nel 73,6% dei casi.
I clienti
L’altro dato interessante lo evidenzia lo stesso rapporto: nel settore elettrico, per i domestici, il mercato libero è scelto in misura maggiore dai più giovani. L’81% dei contratti, infatti, è stato siglato da clienti che hanno tra i 18 e 29 anni. «Per tutte le tipologie di cliente e per entrambi i settori - si legge nel monitoraggio della’Autorità, nel cui cda siede anche il bresciano Stefano Saglia - si conferma che la stragrande maggioranza dei passaggi avviene nell’ambito del mercato libero, ed è quindi attuata da clienti che erano usciti dalla tutela già in precedenza. Inoltre, la quota di clienti in uscita dalla maggior tutela che scelgono un contratto di libero mercato con lo stesso venditore che esercisce anche la maggior tutela, o con un collegato, è molto elevata e continua a mantenersi al di sopra del 50%». Proprio per questo non pare scalfito «il vantaggio competitivo nell’acquisire clienti sul libero in capo ai gruppi che operano anche nel servizio di maggior tutela».
Le differenze con il mercato tutelato
Ma qual è la differenza tra mercato libero e tutelato? Mentre nel mercato tutelato è lo Stato, attraverso Arera, a negoziare trimestralmente il prezzo dell’energia, nel mercato libero sta all’utente finale negoziare con i diversi operatori il miglior prezzo per luce e gas. In questo modo, potendo cioè scegliere la migliore offerta energetica, i cittadini saranno spinti ad optare per tariffe sempre più convenienti, facendo così di fatto incrementare la concorrenza tra i molti provider. Nel momento in cui la metamorfosi diventerà obbligatoria, il 1° gennaio 2023, cosa accadrà a chi non ha compiuto il passaggio? Avrà ancora un periodo di tempo (che Arera comunicherà) per procedere con l’attivazione, ma nel frattempo il servizio sarà comunque loro garantito.
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