Emergenza freddo, per i senza tetto sgombero in vista
Forse sono le ultime ore di tranquillità. La proroga concessa dall’Amministrazione comunale è scaduta giovedì. E domani si aspettano lo sgombero. Gli undici bresciani (uno se ne è andato perché ha trovato una sistemazione) che dal 21 aprile scorso hanno occupato gli alloggi dell’Emergenza freddo, nel giorno in cui il progetto sarebbe dovuto terminare, non hanno intenzione di mollare. Vogliono restare nella casetta all’angolo tra via Villa Glori e via Morosini perché «non è dignitoso dormire per strada e in stazione non si può più per via dei continui controlli».
Sono tutti italiani che hanno perso il lavoro, e non possono più permettersi una casa, o l’hanno dovuta lasciare dopo una separazione. «Abbiamo sempre pagato le tasse - ci raccontano - e ora che non lavoriamo vorremmo che lo Stato, o il Comune, ci aiutassero. Non siamo l’ultima ruota del carro». Questi uomini chiedono solo un posto dove dormire: «Poi la mattina - continuano - usciamo a cercare un lavoro. E qualcuno trova qualche commissione da fare e così il mangiare lo si recupera».
In questi dodici giorni di autogestione qualcosa è cambiato: sono rimasti soli, non ci sono più associazioni o volontari a sostenere il progetto residenziale. Ma loro continuano ad abitare nella casetta e si sono anche organizzati: hanno istituito turni di pulizia delle camere e hanno rassettato il giardino. «Siamo disposti anche a cambiare luogo dove stare, pure due o tre per struttura. Possiamo uscire alle 7 e rientrare alle 20, come si faceva qui prima dell’occupazione. Dopo una vita di doveri, vogliamo dei diritti»
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