La prova generale è già al suo bis al Governo. È vero ciò che i più scettici mettono sul tavolo delle contestazioni: bisogna considerare che la coalizione «giallo-rossa» non ha però mai provato le urne. Ma sono altrettanto vere le due argomentazioni contrapposte da chi «tifa» invece per ufficializzare il tandem. Uno: dopo anni di egemonia del centrodestra, è evidente che se anche il centrosinistra non allarga il campo la Lombardia rischia di restare persa in partenza. Due: le elezioni regionali sono a turno unico, non consentono quindi - a differenza delle Amministrative - i «tempi supplementari» del ballottaggio.
Tradotto: non è possibile giocarsi al secondo turno un apparentamento. La partita ha una sola manche: o si perde o si vince subito. E facendosi gli sgambetti a vicenda, la percentuale della sconfitta rischia di essere inevitabilmente più alta. Anche di questo le segreterie che gravitano attorno all’area di centrosinistra hanno parlato lunedì sera, durante il vertice andato in scena a Milano. Concludendo, con rappresentanti di Pd e MoVimento 5 stelle presenti, che «sì, un campo largo per le Regionali è possibile». E, soprattutto - è il pensiero di fondo - non diventerebbe un laccio troppo stretto e condizionante in vista delle Amministrative.



