(Elegante) indifferenza al tempo che passa

Quando la suocera tagliò il secolo di vita lui disse che non riusciva a immaginare nulla di peggio che campare fino a cent’anni. A quel tempo il principe Filippo aveva ottant’anni e, parole sue, stava già cadendo a pezzi. Il prossimo 10 giugno, salvo imprevisti, toccherà a lui tagliare quel traguardo, il primo esponente maschile della famiglia reale a spegnere 100 candeline. Il duca di Edimburgo è stato dato più volte per morto, lui ha sempre smentito facendosi fotografare con quel suo meraviglioso sorriso beffardo accanto all’amata (così dicono a corte) regina consorte, che peraltro in aprile di anni ne compirà 95. Elisabetta non conta di incontrare imprevisti prima del compleanno.
L’ultima immagine della real coppia li ritrae nel castello di Windsor mentre sfogliano con finto interesse i biglietti di auguri per i 73 anni di matrimonio degli amati (così dicono sempre a corte) sudditi. Quello sguardo è lo stesso che riservo io al passare gli anni.
Il giorno del mio compleanno puntuali si presentano i decenni passati (peraltro inopportunamente sempre più numerosi), io li ascolto con sorriso di circostanza, sorseggio con loro una tazza di tè e poi li accompagno elegantemente alla porta. Mi affaccio poi alla finestra a guardare i decenni futuri. Li vedo in lontananza molto indaffarati, alcuni si voltano come per sfidarmi. Siccome sono un signore non raccolgo il guanto, mangio un biscotto al burro e attendo il tramonto. Per i bilanci aspetto il compleanno numero cento, sul fronte fisico mi sono peraltro già portato avanti non avendolo mai avuto.
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