«È scomparso nove anni fa. Penso a lui ogni giorno»

Parla il fratello di Roberto Bracchi svanito nel nulla il 15 novembre 2013
Paolo Bracchi, fratello dello scomparso - © www.giornaledibrescia.it
Paolo Bracchi, fratello dello scomparso - © www.giornaledibrescia.it
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Roberto Bracchi è svanito nel nulla il 15 novembre del 2013. Gestiva una gelateria a Monticelli Brusati. Indagando sulla sua scomparsa il fratello Paolo ha scoperto che aveva una doppia vita, che era coinvolto in un grosso traffico di stupefacenti. La sua compagna era stata arrestata, quattro anni dopo, con un chilo di cocaina e il suo nome era emerso in una grossa inchiesta. Il giorno dopo la scomparsa l’auto di Roberto Bracchi è stata trovata a Travagliato, chiusa e con il cellulare sul sedile. Sul tappetino alcune macchie di sangue. L’ipotesi della famiglia è che sia stato fatto sparire da qualcuno del giro della droga.

Paolo Bracchi, suo fratello è svanito nel nulla nove anni fa. Una giornata come quella di oggi dedicata alle persone scomparse, che effetto le fa? «Sono momenti ancora più pesanti. Ogni giorno però io penso a mio fratello. Il mio stato d’animo non è mai cambiato da quel 15 novembre di nove anni fa».

Suo fratello aveva 52 anni quando è scomparso. Ha mai davvero pensato che potesse tornare? «Ho sempre avuto la speranza e mi è rimasta solo quella. Altro non c’è. Penso ormai che il mio Roberto sia morto fin dal primo giorno, da quando hanno trovato la sua auto. Non ci sono alternative».

Durante le indagini lei ha scoperto la seconda vita di suo fratello, nel mondo dello spaccio di droga. Perché proprio alla luce di questa seconda vita non crede che sia scappato volontariamente? «Non ho mai pensato nemmeno per un secondo che sia andato via. Era troppo legato alla mamma, alla zia. Non lo avrebbe mai fatto. Conosco molto bene mio fratello e Roberto non è mai scappato davanti a nulla. Mai l’avrebbe fatto».

Come è andata secondo lei? «È stato ucciso da qualcuno che sono sicuro di conoscere e che si è liberato di lui». Dopo nove anni ritiene che Roberto Bracchi sia stato dimenticato dalla giustizia? «È inevitabile. L’indagine è passata da un caso di scomparsa ad uno di omicidio. Gli inquirenti hanno cercato qualcosa nell’ambito della droga, ma l’inchiesta ritengo che sia di fatto ferma». E cosa le è rimasto di suo fratello? «Ho tutto di lui. I suoi effetti personali li ho io. Ho conservato tutto quello che aveva e quanto ci è stato restituito. E fa male».

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