Ha sbandato quasi all’ultima curva del percorso che la sta portando al reinserimento nella società una volta scontata la pena. Un errore costato, per ora, la sospensione del lavoro fuori dal carcere per Giulia Taesi, la 29enne bresciana che la sera del 12 aprile 2016 nelle campagne di Zocco di Erbusco uccise con 81 coltellate e con l’allora fidanzato Manuel Rossi, lo spacciatore di origini tunisine Riadh Belkahla, 46enne con il quale la coppia aveva un debito di mille euro per lo stupefacente.
Fu un omicidio cruento con il pusher che venne bloccato sul sedile della sua auto dalla donna e colpito alle spalle - così hanno stabilito le sentenze - dal compagno della ragazza. Poi la vittima venne abbandonata in un campo dai due fidanzati che scapparono nel tentativo di farla franca. Una fuga che ha retto poche ore e poi per entrambi si spalancarono le porte del carcere.




