Brescia e Hinterland

Detenuta rientra in carcere a Verziano ubriaca: stop al lavoro esterno

La 29enne Giulia Taesi sta scontando 16 anni per omicidio ed era cameriera in un ristorante
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

L'ingresso del carcere di Verziano - © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del carcere di Verziano - © www.giornaledibrescia.it

Ha sbandato quasi all’ultima curva del percorso che la sta portando al reinserimento nella società una volta scontata la pena. Un errore costato, per ora, la sospensione del lavoro fuori dal carcere per Giulia Taesi, la 29enne bresciana che la sera del 12 aprile 2016 nelle campagne di Zocco di Erbusco uccise con 81 coltellate e con l’allora fidanzato Manuel Rossi, lo spacciatore di origini tunisine Riadh Belkahla, 46enne con il quale la coppia aveva un debito di mille euro per lo stupefacente.

Fu un omicidio cruento con il pusher che venne bloccato sul sedile della sua auto dalla donna e colpito alle spalle - così hanno stabilito le sentenze - dal compagno della ragazza. Poi la vittima venne abbandonata in un campo dai due fidanzati che scapparono nel tentativo di farla franca. Una fuga che ha retto poche ore e poi per entrambi si spalancarono le porte del carcere.

Cameriera in un ristorante 

La giovane - che dopo l’appello aveva rinunciato al ricorso in Cassazione - sta scontando a Verziano la condanna definitiva a 16 anni e da tempo è stata ammessa al lavoro esterno. Ritenuta una detenuta modello è stata impegnata come cameriera in un ristorante della città in regime di articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, quello che appunto regola il lavoro fuori dal carcere che può essere concesso solo dopo l’espiazione di almeno un terzo della pena.

La 29enne, iscritta anche all’università e autorizzata a seguire regolarmente le lezioni in presenza sui banchi della facoltà scelta, prima di Natale però in occasione della cena sociale nella struttura in cui lavorava, ha esagerato con l’alcol e quando è rientrata in carcere per la notte era completamente ubriaca. Il giorno successivo è stata sottoposta alle analisi e poi è uscita da Verziano per un permesso concesso in precedenza.

Il procedimento disciplinare

Una libertà a tempo determinato durata molto poco. Quando infatti la direzione del carcere ha ottenuto l’esito delle analisi, che hanno confermato l’abuso di alcol, i carabinieri sono andati a casa di Giulia Taesi e l’hanno riportata dietro le sbarre. Il tribunale di Sorveglianza ha quindi immediatamente sospeso i permessi di uscita per motivi di lavoro e ha aperto un procedimento disciplinare disponendo alcuni giorni di isolamento. La posizione della ragazza sarà rivalutata nelle prossime settimane dai magistrati che dovranno decidere se concedere una seconda opportunità alla 29enne o se invece interrompere definitivamente il percorso lavorativo all’esterno del carcere femminile.

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