Crisi economica: in crescita i mezzi che circolano privi di assicurazione

Da un lato la crisi che morde e assottiglia gli stipendi e i risparmi, dall’altro l’incremento dei costi familiari, tra bollette delle utenze che rincarano e i maggiori costi di combustibile e ricambi. Il risultato è che sono in aumento i casi di chi circola con un veicolo privo di copertura assicurativa obbligatoria. A livello nazionale, secondo le più recenti statistiche dell’Ania, la quota di autoveicoli non assicurati risulta del 13% del parco circolante. In valore assoluto, ci si avvicina ai cinque milioni di veicoli, uno in più dei quattro rilevati fino all’anno scorso.
I dati
Anche le statistiche del comando di Polizia Locale di Brescia confermano questo dato: «Ovviamente si tratta di una mole di verbali scaturiti da accertamenti stradali operati dalle pattuglie di agenti che fisicamente fermano gli automezzi, ma che testimoniano di un fenomeno assolutamente in crescita» come spiega Roberto Novelli, comandante dalla Polizia Locale di Brescia. In questo caso i pattuglioni della Locale operano utilizzando la rilevazione offerta dal portale di via Montelungo che segnala in un secondo il transito della targa non assicurata che poi viene «palettata» e fermata a bordo strada per la contestazione.
I dati in questo senso sono esemplificativi: nel solo 2022 (fino a settembre) sono stati 517 i verbali di infrazioni contestate in città ad altrettanti automobilisti. Lo scorso anno erano 346, 468 nel 2020 e 431 nel 2019, 677 nel 2018 e infine 725 nel 2017.
In provincia
Una media di due multe al giorno solo in città, mentre una norma del Garante della Privacy vieta alla Provincia di Brescia dal 2020 di operare il controllo in remoto sull’assenza di Rc e di revisioni al transito sotto i portali. «Rileviamo il transito di oltre 750mila veicoli al giorno su alcune arterie, ma la norma che ci è imposta è chiara: possiamo operare in remoto, ossia con le 23 telecamere attive dei portali, solo con quei mezzi che hanno commesso un’infrazione, violando i limiti di velocità. In questo caso quest’anno abbiamo fatto 742 inviti a presentare i documenti con 415 verbali conseguenti all’inosservanza dell’obbligo dell’assicurazione» spiega Samuele Alghisi, presidente della Provincia di Brescia.
Una cifra minima rispetto ai 9.642 avvisi emessi nel 2019 che hanno portato a 5.055 verbali. Ma la svolta è giunta appunto nel 2020. La situazione resta dunque allarmante ed è monitorata da due enti: la Motorizzazione che fornisce i dati sul parco circolante, traendoli dall’Archivio nazionale veicoli, e i dati sulla copertura assicurativa che provengono dall’Ania, l’associazione delle assicurazioni, che poi è tenuta a passarli alla Motorizzazione.
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