Covid, vaccini: disabili e fragili non riconosciuti dal sistema

Gli elenchi non sono aggiornati. Ats e Regione: «I medici di famiglia segnalino i loro assistiti»
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FRAGILI E DISABILI NON RICONOSCIUTI
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Da venerdì le persone estremamente vulnerabili ad elevata fragilità, 44mila solo nel territorio di riferimento di Ats (Agenzia di tutela della salute di Brescia), possono prenotare la vaccinazione anti Covid-19. Per molti, tuttavia, è bastato collegarsi al portale di Poste per scoprire, paradossalmente, di non essere fragili. Il loro nome non viene associato ad alcuna categoria prioritaria. Insomma, il sistema non li riconosce.

«Prenotazione inaccessibile» ed invita a rivolgersi al proprio medico di medicina generale che provvederà a sbloccare la situazione con Ats. «Peccato che la quasi totalità dei medici di famiglia, come risulta anche dalle migliaia di commenti sulla pagina della Regione, sia all’oscuro di questo passaggio, anche se molti medici si stanno adoperando per risolvere i problemi dei loro assistiti». A scrivere è una nostra lettrice disabile che si dice «esasperata ed avvilita». «Possibile - aggiunge -che siamo ancora a questo punto, possibile che chi ha pieno diritto a proteggersi e vuole farlo si trovi la porta sbarrata...».

Le ragioni. Come può essere accaduto? Di certo, si è innescato un cortocircuito tra Regione e realtà che detengono le liste dei soggetti fragili, Inps in primis. «Abbiamo chiesto ai medici di medicina generale di includere negli elenchi che abbiamo loro fornito i loro assistiti vulnerabili e fragili che ancora non ci sono - spiega Claudio Sileo, direttore generale dell’Ats, l’Agenzia di tutela della Salute di Brescia -. Speriamo che l’operazione si concluda nell’arco di un paio di giorni. I problemi sono sorti per più ragioni. Intanto, ci possono essere persone vulnerabili che non sono destinatarie dei benefici della legge 104/92, perché non li hanno mai attivati. Si tratta del riferimento legislativo per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili. Ancora, ci sono molte persone con patologie croniche che non hanno mai chiesto l’esenzione dal ticket per patologia e, dunque, non possiamo avere i nomi nei nostri elenchi di tutti questi soggetti». Non solo.

Le categorie. Il dg Sileo e Laura Lanfredini, direttore sanitario di Ats Brescia, spiegano quali sono le categorie estremamente vulnerabili previste dall’ultimo piano vaccinale e, dunque, prioritarie indipendentemente dall’età insieme ai più anziani. E fanno l’esempio del diabete. «Nella tabella del piano è scritto che hanno diritto al vaccino anti Covid-19 come categoria prioritaria coloro che hanno diabete di tipo 2 che necessitano almeno di due farmaci per il diabete o che hanno sviluppato complicanze - dicono -. È solo un esempio, ma è evidente che chi si vuole prenotare e, pur essendo diabetico, non ha queste caratteristiche, non viene riconosciuto. Poi ci sono le persone con sindrome di Down che, spesso, non hanno problemi tali da essere inclusi in una lista per patologia. Per tutti, vale la regola di rivolgersi al proprio medico di famiglia e chiedere di essere inclusi nell’elenco prioritario». Il problema di fondo, tuttavia, è che manca una vera e propria banca dati che includa il variegato mondo delle persone estremamente vulnerabili o con disabilità gravi. Cosa dice la legge. Nella difficoltà di interpretazione burocratica, i vertici di Ats Brescia sottolineano anche che un riferimento è l’articolo 3, comma 3 della già citata legge 104. Che recita: «Il disabile lavoratore a cui è stato riconosciuto l'handicap grave ha diritto ad un permesso retribuito di due ore al giorno o, in alternativa, di tre giorni di permesso al mese da fruire in modalità continuativa o frazionata».

E la Regione. Sulla vicenda ieri è intervenuta anche Letizia Moratti, vicepresidente ed assessore al Welfare di Regione Lombardia. «Vengo alle persone disabili che distinguo in minori e adulti. I caregiver dei circa 27.000 minori disabili, che sono stati caricati sul portale delle Poste, possono aderire alla vaccinazione semplicemente indicando il codice fiscale del minore. Nel numero sono compresi i nuclei familiari interi e tutti coloro che materialmente prestano assistenza ai minori». In merito alle persone disabili adulte, Moratti aggiunge: «Dal 2010, sulla base dei dati forniti dall’Inps, che da allora in poi li ha registrati, sono 284.000 le persone adulte che soffrono di qualche disabilità. Esse possono già prenotare la vaccinazione sul portale delle Poste. Da questo elenco mancano coloro che sono stati registrati come disabili prima del 2010. Ho chiesto ai medici di medicina generale di segnalare alle Ats i nominativi dei disabili che hanno in carico e dei loro caregiver, tramite i certificati di riconoscimento delle patologie e codici di esenzione. In modo che le Ats li inseriscano sul portale delle Poste e possano a loro volta prenotarsi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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