Come recuperare l'archeologia familiare

Mentre sulle tavole si riciclano gli avanzi di Natale, gli impazienti di archiviare questo annus horribilis incrociano le dita sperando che Capodanno spazzi via ogni apprensione. La gente non vede l’ora di girare pagina. Nell’incertezza se tenere qualcosa di questo 2022 non ha neppure le idee chiare su ciò di cui vorrebbe disfarsi lanciandolo fuori dalla finestra.
Siamo così attaccati alle minuzie che quando cerchiamo di liberarci anche del superfluo il più delle volte finiamo per conservare quasi tutto. Come un mantra nonna Rosa ripete: «Questo serve, questo potrebbe servire» mentre sposta gli oggetti da un cassetto all’altro. In effetti ha le sue buone ragioni per farlo, conservando ha reso il suo appartamento pieno di ricordi. Le mamme sono delle conservatrici seriali, buttano poco o nulla degli oggetti appartenuti ai loro «bambini», li conservano anche quando ormai vivono per conto loro.
Le feste di Natale sono il periodo migliore per avventurarsi nell’archeologia familiare. Come tanti Marcel Proust si va alla ricerca del tempo perduto, frugando dentro le librerie o nelle vecchie camere da letto. Gli anni cristallizzati negli armadi e nei cassettoni fanno riemergere abiti in tessuti buoni tornati attuali e borsette eleganti seminuove, mentre nei comodini si nascondono preziosi reperti scolastici, lavoretti dell’asilo e letterine inviate a Santa Lucia o per la festa della mamma. A volte si recuperano anche lettere dolcissime, scritte da fidanzati scaduti come marron glacé, conservate insieme a fotografie di istanti così lontani da sembrare appartenere a vite di altre persone. Dalle catacombe della memoria riaffiorano i visi di amici e parenti persi di vista i quali suscitano botte di nostalgia simili ai dolori intercostali che fanno trattenere il fiato con fitte acute ma molto brevi.
Queste immagini spesso si sommano ai bilanci di fine anno e, in attesa dell’ultima mezzanotte, i malcontenti pensano di fare grandi pulizie e liberarsi di coloro che sono stati piacevoli quanto le spine sotto le unghie. Di questi tempi in cui gli amici veri scarseggiano più del gas, alcuni per consolarsi si regalano dei pacchetti di followers a prezzo scontato. Così facendo essi pagano l’illusione di essere seguiti da sconosciuti interessati ai loro cotechini e lenticchie con i quali si proteggeranno dalla scalogna il prossimo anno. Come del maiale, può darsi che anche per la fortuna non si butti via niente.
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