Il sorriso c'è, ma quest'anno si vede dagli occhi. Alla Mensa Menni, dietro le mascherine e i plexiglass, si ripete il rito del pasto natalizio distribuito dagli operatori della Caritas e dai volontari e offerto, come ogni anno dall'Associazione industriali bresciani, a chi non ha dove andare.

Alla Mensa, intorno mezzogiorno, è arrivato anche il vescovo Pierantonio Tremolada che ha voluto scambiare, come da tradizione, qualche parola con i presenti, benedirli e aiutare i volontari a distribuire i pacchi dono preparati appositamente per chi si fosse presentato oggi.
Il servizio della Mensa nei mesi di pandemia ha avuto la necessità di riorganizzarsi. L’attività è cambiata: durante il primo lockdown e fino all’inizio di ottobre ha distribuito 200 pasti caldi take away al giorno (6.056 ad agosto contro i 3.584 di un anno prima), ora invece ospita i bisognosi (130 al giorno) nel salone, suddivisi in tre turni, e soltanto previo tesseramento.
L’accesso ha registrato un calo che la Caritas attribuisce a due motivi: il fatto di accogliere solo «tesserati» può aver spinto alcune persone a non presentarsi; rispetto al passato, inoltre, i dormitori sono aperti 24 ore al giorno, quindi chi si trova in queste strutture non ha la necessità di recarsi alla Menni per i pranzi.


