Come disfarsi di regali «orrendi»

Ogni volta che si riapre lo scatolone degli addobbi e riemergono dalle custodie campanelle e palle di vetro arriva puntuale il pensiero: «Ossignore, ci siamo distratti un attimo ed è già Natale!». La ghirlanda di agrifoglio sulla porta crea subito l’atmosfera delle feste ma ci vuole un pomeriggio per allestire il presepe e decorare il vecchio abete ecologico, dovendo districare i nastri rimasti annodati per la fretta di rimettere tutto in cantina.
Ognuno vive a modo suo lo spirito natalizio. In questo periodo c’è chi vorrebbe addormentarsi la sera della Vigilia e svegliarsi dopo l’Epifania e chi non vede l’ora di rivedere i parenti. Molti non hanno voglia neppure di ricevere dei regali, pensano di avere troppa roba accatastata e desiderano altro. Se per alcuni la ricerca di doni mirati è un piacere, per altri è solo un obbligo. All’ultimo momento però tutti finiscono per acquistare una piccola cosa poiché un pacchetto, anche senza l’albero, addolcisce il cuore.
La soluzione
Quanti sono gli oggetti più o meno inutili che abbiamo regalato o ricevuto? Penso ai cavatappi, ai profumi e bagnoschiuma immancabili, alle cravatte, ai maglioni dai colori improponibili da renderci dubbiosi anche nel portarli nei punti di raccolta della Caritas. Una soluzione per liberarsi dei regali imbarazzanti l’ha trovata Maria Grazia e ha ottenuto un grande successo fra le sue amiche. L’idea consiste nell’organizzare «la cena degli orridi», dove ogni partecipante contribuisce con la realizzazione di un piatto prelibato e un dono elegantemente confezionato. Sarà l’oggetto più brutto e pacchiano a vincere la sfida.
Il recupero non ha la funzione di dare merito a un gusto grossolano ma il pregio di far tornare la voglia di stare insieme, liberando l’allegria residua di questo tempo squadernato e troppo serio. Non è facile stabilire cosa sia peggio fra delle pantofole da viaggio assemblabili, un cammello porta sale, dei copricapezzoli scintillanti di cristalli Swarovski o uno scarpone in coccio porta fortuna. Fra una leccornia e un bicchiere di bollicine Franciacorta compaiono anche dei fiori in ceramica «autentico Capodiponte» e un orso natalizio ormai indistinguibile dentro l’acqua torbida di una sfera di finto cristallo. È incredibile come il gusto delle persone possa variare e quanto un regalo riveli la personalità di chi dona o ricicla. Non tutti riusciranno a disfarsi di un «orrido» durante una cena divertente, però possono sempre provare a venderlo su eBay.
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