Com'è andato il primo concerto a Brescia dopo un anno e mezzo

Ieri in Latteria Molloy a San Polo è salito sul palco, per due turni, il cantautore Alessandro Sipolo
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RIAPRE LA LATTERIA MOLLOY
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Le luci si spengono, parte l’applauso all’ingresso degli artisti, le corde della chitarra anticipano la voce. Le istantanee di ieri alla Latteria Molloy ritraggono quello che, a parole, potrebbe sembrare un concerto normale. Così invece non è stato per tanti, tantissimi motivi. Dopo un anno e mezzo di stop ad ogni spettacolo le luci si sono infatti riaccese sui palchi bresciani, con la doppia esibizione del cantautore Alessandro Sipolo nel locale di San Polo che di fatto ha rappresentato la ripartenza della musica città e in provincia.

«L’adrenalina da concerto è tornata raddoppiata, proprio perché veniamo da un periodo di clausura forzata - racconta Sipolo -, e questa non è un’esibizione come le altre, tant’è che sul palco ho deciso di portare alcune riflessioni scaturite dai mesi passati». Perché questo assaggio di normalità, reso possibile dalle norme e soprattutto da un enorme sforzo da parte dell’organizzazione della Latteria Molloy, è davvero qualcosa che pare straordinario. «Quando ho detto agli amici che andavo ad un concerto non ci credevano, pensavano che scherzassi», commenta Noemi all’ingresso del locale. «E per poter finalmente tornare ad ascoltare musica dal vivo ho smosso mari e monti», le fa eco l’amica Claudia.

Le regole per poter assistere alle note di Sipolo erano stringenti. Biglietti nominali, prova della temperatura all’ingresso, posti rigorosamente a sedere distanziati, obbligo di mascherina e divieto di consumazione all’interno del locale. «Per poter far fronte alle tante richieste del pubblico abbiamo organizzato due turni di concerto, alle 18 e alle 20 - spiega Paolo Fappani, uno dei soci fondatori della Latteria -. La capienza infatti è limitata e su 300 posti normalmente disponibili abbiamo potuto ricavarne solo 95 (tra le due esibizioni gli spettatori sono stati circa 190, il tutto esaurito, ndr). Nonostante le ovvie e necessarie limitazioni poter tornare a fare il nostro lavoro è magnifico, ma accanto all’euforia convive anche il dispiacere per tutti quei colleghi che hanno dovuto chiudere l’attività».

Per il mondo della musica infatti i mesi trascorsi sono stati difficilissimi, «tant’è che molte persone sono state costrette a cambiare lavoro per poter vivere - conferma Demetrio Chiappa, presidente della società cooperativa Doc Servizi che opera nel mondo dello spettacolo nazionale -. La Latteria Molloy ha però lavorato benissimo per riuscire a riaprire e questo è uno dei primissimi concerti d’Italia». Tutto sembrava illuminato ieri, perché la riconquista di un normale spazio umano come quello delle esibizioni musicali pareva qualcosa di distantissimo solamente pochi mesi fa.

«Certo, un concerto è anche ballare, abbracciarsi, persino pogare - aggiunge Fabrizio, il primissimo a farsi "timbrare" elettronicamente il biglietto -. Resta il fatto che poter tornare ad ascoltare musica dal vivo sia bellissimo. Ora però sta a noi persone mantenere gli atteggiamenti corretti per non tornare indietro, e si spera che dopo un anno e più di purgatorio qualcosa si sia imparato». Di certo chi ieri era tra le circa 200 persone che hanno potuto godere della voce di Alessandro Sipolo si ricorderà l’esperienza a lungo. E la racconterà agli altri, magari dovendo anche combattere una iniziale incredulità. Perché è vero signore e signori, la musica è tornata.

 

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