Brescia e Hinterland

Cocaina stoccata in cascina: blitz a Torbole dei carabinieri

Recuperati due chili arrestato il magazziniere magrebino: caccia aperta ai complici e ai fornitori
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Pattuglie dei carabinieri in servizio - Foto © www.giornaledibrescia.it
Pattuglie dei carabinieri in servizio - Foto © www.giornaledibrescia.it

Maxi sequestro di cocaina da parte dei carabinieri della Compagnia di Brescia che, con un blitz scattato nei giorni scorsi, hanno individuato il magazzino di stoccaggio di un gruppo dedito allo smercio di droga e arrestato il custode della sostanza, un 30enne magrebino.

Da una serie di segnalazioni ricevute da residenti della zona i carabinieri avevano messo gli occhi su una zona di campagna tra Castel Mella e Torbole Casaglia e con una serie di appostamenti avevano identificato una costruzione verso la quale c’era un costante andirivieni di stranieri, magrebini in particolare, che non sembravano avere nessun collegamento con l’attività agricola. Una situazione insomma da monitorare con attenzione. I primi accertamenti hanno portato a ritenere che potesse trattarsi di soggetti legati al mondo del traffico di droga, cocaina in particolare, e quando i militari hanno avuto la certezza che diverse persone coinvolte nei movimenti sospetti fossero riunite nella cascina è scattato il blitz.

All’interno di una stanza, controllata da un soggetto che aveva l’evidente funzione di magazziniere, sono stati trovati due chilogrammi di cocaina ancora da tagliare, dorga che sul mercato all’ingrosso avrebbe potuto fruttare anche 70mila euro e anche il doppio arrivando fino allo spaccio di strada. In manette è così finito il 30enne magrebino: il suo arresto è stato convalidato e per il momento confermata anche la detenzione in carcere. Gli accertamenti. Il sequestro dei giorni scorsi rappresenta per l’Arma un punto di partenza: da ore sono in corso accertamenti su tutte le persone identificate attorno alla cascina in cui è stato messo a segno il sequestro: si cercano di ricostruire i loro spostamenti e i loro contatti per capire da dove sia arrivata la fornitura di cocaina e a chi fosse destinata.

Il sequestro delle scorse ore dimostra ancora una volta come la nostra provincia resti uno dei più importanti snodi per il traffico di cocaina: nelle zone più prossime ai grandi snodi stradali (Torbole e Castel Mella sono vicine a diversi accessi autostradali) avvengono passaggi di mano di importanti partite di stupefacenti e del denaro per pagarle, si stringono accordi e si regolano conti. Nei mesi e negli anni scorsi diverse indagini di tutte le forze di polizia hanno infatti collocato Brescia come prima tappa italiana di grossi flussi in arrivo in Italia dai porti del Nord Europa.

 

 

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