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Brescia e Hinterland

IL CASO

Cocaina ai detenuti, l'agente indagato resta in silenzio


Brescia e Hinterland
17 ott 2017, 17:36
Carcere di Canton Mombello - Foto Neg © www.giornaledibrescia.it

Carcere di Canton Mombello - Foto Neg © www.giornaledibrescia.it

I magistrati ritengono che lo schema fosse collaudato. La cocaina veniva consegnata agli agenti penitenziari, che la facevano entrare in carcere, la consegnavano a detenuti albanesi i quali vendevano la polvere bianca in cella e poi attraverso mogli e fidanzate consegnavano il denaro all’uomo in divisa che si era prestato a fare da corriere. «Anche grandi quantità» ha riferito la gola profonda di Canton Mombello.

Il disegno ipotizzato è agli atti di un’inchiesta che sarebbe solo alle prime battute e che ha fatto però registrare già un arresto oltre ad un vero e proprio terremoto tra chi lavora all’interno del carcere cittadino.

Accuse pesanti quelle mosse dalla Procura che pochi giorni fa ha fatto scattare l’arresto di un agente di polizia penitenziaria in forza a Canton Mombello, 34 anni, ora ai domiciliari. È accusato di spaccio all’interno della casa circondariale di via Spalti San Marco, in concorso con due soggetti in detenzione, e abuso di ufficio per aver acquistato un’auto da un carcerato senza però pagarla quanto pattuito in fase di vendita.

Ieri mattina davanti al Gip Giovanni Pagliuca l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giro di droga si starebbe però allargando con il passare delle ore e in Procura chi indaga si sarebbe annotato sette-otto nomi di agenti che saranno sentiti per chiarire quale sia la situazione spaccio tra le celle di Canton Mombello, dove ci sono soggetti in attesa di giudizio.

 

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